Gli italiani e il gaming: nel 2024 se è mobile piace di più

Nel 2024 è lo smartphone a dominare il panorama del gaming in Italia, con il 44% dei giocatori che utilizza il telefonino per giocare almeno una volta a settimana.
Portabilità e accessibilità rendono infatti il mobile gaming una scelta popolare, soprattutto tra le donne (50%).
Tuttavia, PC (24%) e console (22,7%) continuano a essere apprezzati per esperienze più immersive, specie dai giovani della GenZ e dai Millennials. 

Resta significativa la dimensione sociale, con 1 gamer su 5 che apprezza la possibilità di sfidare amici e familiari, o connettersi con giocatori di tutto il mondo. Ma il gaming è anche un momento personale. L’82,2% gioca da solo per rilassarsi, e per 1 su 2 giocare rappresenta un momento ‘sacro’ dove tutto deve essere perfetto.
È quanto emerge dall’ultimo capitolo di Samsung Trend Radar, realizzato da Human Highway.

La Gen Z vuole l’azione, i Boomer preferiscono “pensare”

Ma perché si gioca? Per il 57,2% degli intervistati, il gaming è sinonimo di divertimento, mentre il 43,7% lo utilizza per evadere dalla routine. 
Tra i generi preferiti, i giochi di carte sono i più amati (29,1%), seguiti da enigmi/puzzle e casual game.
E se le donne preferiscono passatempi leggeri, come puzzle ed enigmi, gli uomini si orientano verso ‘sportivi’ e ‘sparatutto’.

Inoltre, se la Gen Z si distingue per la passione per giochi d’azione e arcade, i Boomer apprezzano titoli che stimolano la mente, come i giochi di carte.
Ma dove si gioca di più? Il 46,4% ha uno spazio dedicato al gaming in casa, con dispositivi di qualità come monitor avanzati e controller ergonomici.

La strumentazione deve essere di qualità

A testimonianza della tendenza ad avere uno spazio dedicato al gioco, 6 giocatori su 10 ritengono che strumenti di qualità, come monitor performanti, mouse, tastiere ergonomiche e controller avanzati, possano migliorare significativamente l’esperienza, e siano importanti quanto il gioco stesso.

La metà dei giocatori si tiene informata sulle ultime innovazioni tecnologiche, mentre il 47% acquista esclusivamente strumentazione di marca, dimostrando una crescente attenzione alla qualità e alle prestazioni.
Inoltre, la personalizzazione degli accessori è un aspetto rilevante per il 45% dei giocatori, che desiderano esprimere la propria individualità anche attraverso gli strumenti di gioco.

Alla ricerca di accessori performanti e spazi dedicati al gioco

“Il Samsung Trend Radar evidenzia che all’interno del mondo gaming convivono diverse anime – dichiara Emanuele De Longhi, Head of Corporate Marketing di Samsung Electronics Italia -: l’accessibilità del gioco da mobile, che conquista quasi la metà dei giocatori, si affianca alla ricerca di esperienze più immersive e specializzate offerte da PC e console. La crescente importanza della personalizzazione e della qualità dei dispositivi utilizzati per giocare è un altro aspetto chiave. Per giocatori sempre più attenti alla scelta di accessori performanti e alla creazione di spazi dedicati al gioco, il gaming rappresenta un prezioso momento gratificante in un mondo iperconnesso e frenetico”.

Second hand, il regalo senza stress per tutte le generazioni

La cultura del riuso comincia a radicarsi anche per i momenti più importanti dell’anno, come il Natale, che porta con sé la (stressante) ricerca del regalo perfetto da mettere sotto l’albero.

Se il 27% degli italiani ha acquistato almeno una volta un regalo second hand, in particolare, il 46% in occasione delle festività natalizie, non sorprende che siano i giovani della GenZ e gli Young Millennials quelli che più di tutti dichiarano di comprare e vendere usato. Con una percentuale di adesione che supera il 90%, a fronte di una media nazionale del 60%.

Un dato indicativo di come ‘l’usato’ per questo target sia una scelta di acquisto e un alleato costante, anche per i regali.
Lo ha scoperto l’Osservatorio Second Hand Economy 2023 , condottò da BVA Doxa per Subito.it.

Un oggetto unico per arredare la casa o un accessorio vintage originale?

Il 49% dei giovani non solo prende in considerazione l’idea di un regalo second hand, ma lo cerca e lo compra tra le 38 categorie presenti sul portale Subito.
Non solo, la community della piattaforma vede positivamente la possibilità di ricevere un regalo second hand.

Per il 54% degli intervistati è infatti sinonimo della possibilità di ottenere finalmente qualcosa di introvabile che si desidera da tempo. Un oggetto unico per arredare la casa (33,3%) o un accessorio vintage originale messo in vendita, magari, da qualche boomer (27,2%).

Nerd, neogenitori, sportivi last-minute i destinatari perfetti

Pma chi sono i destinatari ideali di un regalo second hand? Pole position per il nerd, che ha già 7 consolle in collezione, ma non ancora quella portatile (42,5%). Al secondo posto, i neogenitori che si trovano a fare i conti con la velocità con cui crescono i bambini (35%), al terzo, gli sportivi dell’ultimo minuto che organizzano partite di padel ogni weekend (28%), al quarto, l’amica fashion-victim che non può fare a meno dell’accessorio must-have della stagione (26%), e al quinto, l’interior designer wannabe che non sopravvive senza oggetti di design (25%).

Anche Babbo Natale può sbagliare

Non sempre però i desideri diventano realtà, e spesso anche Babbo Natale commette qualche errore, trasformando il momento in cui si scartano i regali sotto l’albero in un incubo.

Ecco, infatti, la top 3 dei regali sgraditi, quelli che, pur nascendo dalle migliori intenzioni finiscono negli angoli più remoti della casa.
Insomma, dal ‘kit ricovero’ (31%), vestaglie, pigiami e calzini, agli oggetti beauty&friends (25%), profumi quando va bene oppure quando va malissimo ‘bagnoschiuma alle ortensie morte della Valgardena’, fino a il Gratta&Vinci (20%).

Moda: per GenZ e Millennials è l’espressione di sé stessi

Oggi i giovani della GenZ e i loro ‘fratelli maggiori, i Millennials, utilizzano l’abbigliamento per esprimere la propria autenticità. Secondo la ricerca ‘Fashion and Identity – Vestirsi senza infrastrutture’, condotta da BVA Doxa in collaborazione con McArthurGlen: il 35% degli intervistati vede nel proprio look una forma d’espressione identitaria. Una percezione più diffusa tra i GenZ (37%), che scelgono l’abbigliamento per raccontare chi sono, rispetto ai Millennials (32%).

Tuttavia, sebbene il 40% degli intervistati preferisca mantenere un’immagine coerente di sé, il 32% talvolta si sente costretto a conformarsi ad aspettative altrui.
Insomma, sono due generazioni anagraficamente vicine, ma con stili e scelte di consumo differenti. Se infatti i Millennials sono più liberi nella propria espressione estetica rispetto a condizionamenti esterni, la GenZ appare fortemente influenzata dai social.

A ogni generazione la sua fonte di ispirazione (e condizionamento)

Famiglia (26%), amici (24%) e mode del momento (24%) continuano a giocare un ruolo importante nell’influenzare la costruzione dell’immagine personale anche nelle generazioni più giovani.
Emerge, anche in questo caso, una differenza generazionale. Mentre i Millennials si dichiarano più autonomi e meno condizionati (il 37%, afferma di non aver subito alcuna influenza esterna), la GenZ è fortemente influenzata da social media, pubblicità e personaggi celebri, in particolare dagli influencer (23%).

Le fonti di ispirazione stilistica principali sono ancora le vetrine dei negozi per il 46% degli intervistati, ma al mondo fisico si unisce quello digitale. Scial media (32%) e siti di brand (29%) sono rilevanti in particolare per donne e GenZ. Ma anche pubblicità e riviste di moda continuano a essere fonti di ispirazione.

Social media, specchio delle mie brame…

I social media si confermano piattaforme fondamentali per esprimere la propria personalità (GenZ 35%, Millennials 30%) e individuare modelli atti a contribuire a costruire la propria immagine (GenZ 31%, Millennials 21%).
Instagram emerge come il canale più rilevante e stimolante: il 58% degli intervistati lo identifica come la piattaforma preferita per suggerimenti di stile. A seguire, Facebook, Youtube e TikTok.

Interessante rilevare la netta preferenza di Instagram per i GenZ (63%) e l’attualità di Facebook per il Millennials (66%).
Per la GenZ i social media rappresentano anche un punto di confronto tra identità online e reale. Il 26% percepisce una differenza tra la propria immagine virtuale e quella quotidiana.

Alla fine, vince uno stile sobrio e originale 

Tra i nove stili identitari che rappresentano l’universo stilistico contemporaneo italiano, la ricerca conferma come cifra estetica di giovani la sobrietà. La GenZ, in particolare, si identifica fortemente nel ‘New Basic’, scelto dal 46%, mentre il campione dei Millennials si sente più vicino al ‘Neoromantico’.

Tra le tendenze emergenti, il ‘Quiet Luxury’, l’eleganza senza ostentazione, e il ‘Genderless’, stanno conquistando i più giovani, con un 34% di preferenze nella GenZ per il primo e il 24% per il secondo.
La ‘Logomania’ perde invece terreno, con solo il 13% che ne fa un elemento distintivo.

Mutui, la domanda riprende la sua corsa: +7,2% nei primi 9 mesi del 2024

Dalla metà del 2023 le richieste di mutui immobiliari da parte delle famiglie italiane hanno intrapreso una lenta risalita, spingendo la domanda verso livelli pre-pandemia.
Anche nei primi 9 mesi del 2024 in Italia continua a soffiare un vento positivo sulla domanda di mutui, che spinge il numero delle interrogazioni a un incremento del +7,2%.

Se si guarda al singolo mese di settembre, la domanda è arrivata a sfiorare addirittura il +19% (Fonte: il Sistema di Informazioni Creditizie EURISC).
Ma analizzando i dati nella loro interezza, si osserva che nel I semestre dell’anno il fenomeno delle surroghe ha segnato un +17,6%, mentre i nuovi mutui erogati si sono contratti del -10,5%.

L’importo medio richiesto si attesta a 146.469 euro

Per quanto riguarda la distribuzione per fascia di importo, nei primi nove mesi del 2024 le richieste di mutuo per importi compresi tra 100.000 euro e 150.000 euro restano ancora la soluzione preferita dalle famiglie italiane, rappresentando il 30,5% del totale delle interrogazioni.

Nel III trimestre dell’anno, l’importo medio richiesto subisce inoltre un leggero aumento, pari al +1,6%, raggiungendo un valore medio complessivo pari a 146.469 euro.
Lo stesso trend si registra nel singolo mese di settembre, dove l’aumento dell’importo medio sale del +1,8%.

La Direttiva Case Green sarà un volano per il comparto dei mutui immobiliari

“Una politica monetaria che torna a essere espansiva, e con possibili ulteriori tagli dei tassi per fine anno, infonde maggiore fiducia nelle famiglie italiane che ritornano a programmare spese di lungo periodo – ha spiegato Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. Un altro volano per il comparto dei mutui immobiliari sarà quello dell’effetto della Direttiva Case Green (EPBD). Dal nostro osservatorio prevediamo infatti che i finanziamenti green raggiungeranno nel 2030 percentuali che oscillano tra il 24% e il 30%, e nel 2050 più di un mutuo su due sarà verde”,

Le famiglie continuano a privilegiare piani di rimborso superiori a 10 anni

Per quanto riguarda la fascia di età dei richiedenti, emerge che coloro che hanno un’età tra i 25 e i 44 anni rappresentano il 61,3% del totale, mentre il 32,8% è composto da chi ha tra i 45 e i 64 anni.
Inoltre, quasi 9 richieste su 10 prevedono piani di rimborso dai 10 anni in su.

Ne consegue, che la scelta preferita dalle famiglie rimane quella dei finanziamenti dilazionati nel tempo per non appesantire il bilancio familiare. A maggior ragione. in tempi dove l’inflazione spinge verso l’alto il costo della vita.

Vacanze: sono 36 milioni le valige smarrite dagli italiani

È l’incubo di chi si sposta in aereo: perdere i bagagli. Nel 2023 più di 36 milioni di valigie sono state smarrite, danneggiate o consegnate in ritardo.
Non sorprende quindi che anche in Italia sempre più vacanzieri cerchino di tutelarsi con una polizza viaggio.

L’assicurazione smarrimento bagagli normalmente viene proposta come estensione della tradizionale polizza viaggio, e tutela l’assicurato in caso di smarrimento, danneggiamento o ritardata consegna delle valigie da parte del vettore aereo, o furto delle stesse durante la vacanza.
Secondo l’analisi di Facile.it a giugno 2024 la richiesta di questi prodotti assicurativi è aumentata del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Cosa coprono le polizze?

Nel caso di smarrimento definitivo o furto, la polizza rimborsa, nei limiti dei massimali, il valore dei beni perduti.
Alcune assicurazioni però non coprono oggetti come smartphone, tablet, pc e fotocamere, altre, invece, applicano massimali ridotti.

Denaro contante, assegni e oggetti d’arte normalmente non vengono rimborsati. E se la valigia conteneva anche documenti come passaporto, carta di identità o patente, nella maggior parte dei casi l’assicurazione viaggio fornisce un contributo economico per rifarli.
Se il sinistro è stato causato dal vettore e questi risarcisce, l’assicurato è indennizzato dalla propria società assicurativa solo dopo aver dedotto l’importo liquidato dalla compagnia aerea.

Rimborsi per bagaglio consegnato in ritardo

Nel caso di bagaglio consegnato in ritardo, invece, l’assicurazione rimborsa all’assicurato le spese sostenute per acquisti di beni di prima necessità.

Attenzione, perché la definizione di ritardo può variare da compagnia a compagnia, ma normalmente devono trascorrere almeno 12 ore dall’orario di arrivo previsto.
Le polizze smarrimento bagagli non coprono mai i danni agevolati da dolo o colpa grave dell’assicurato, ovvero, nel caso in cui gli oggetti vengano lasciati incustoditi in qualsiasi momento, in caso di dimenticanza, incuria o perdita da parte dell’assicurato.
La garanzia è inoltre operante non solo per valigie e borse, ma anche, ad esempio, per carrozzine e passeggini

Confrontare le offerte prima di scegliere

Per quanto riguarda i prezzi, una polizza viaggio con garanzia smarrimento bagagli costa, in media, 45 euro per una settimana di viaggio in Europa.
“Quando compriamo un biglietto aereo capita che il vettore stesso ci proponga la propria polizza viaggio – spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it -. Si tratta, a tutti gli effetti, di coperture offerte da compagnie assicurative e quindi, in termini di affidabilità, sono al pari delle soluzioni acquistabili direttamente sul mercato, ma attenzione perché spesso forniscono una copertura meno ampia, sia in termini di garanzie sia in termini di personalizzazione sia di massimali. Il consiglio, prima di scegliere, è capire quali sono le proprie esigenze, e sulla base di queste confrontare l’offerta di diverse compagnie assicurative per identificare la soluzione più adatta”.

Gestione rifiuti, aumentano i comuni italiani “virtuosi” 

Nel 2023, il numero dei comuni virtuosi nella gestione dei rifiuti urbani è salito a 698, registrando un incremento dell’11% rispetto alla scorsa edizione. Questi comuni sono caratterizzati da una produzione pro capite di rifiuti indifferenziati avviati a smaltimento inferiore a 75 kg/ab/anno. Inoltre, i cittadini serviti da un efficiente servizio di gestione dei rifiuti sono aumentati a 4.058.542, con un incremento di 539.590 rispetto al 2022, rappresentando il 6,9% della popolazione totale, rispetto al 6% dell’anno precedente.

Il Nord Italia guida la classifica dei “bravi”

Il Nord Italia si conferma al vertice con 434 comuni virtuosi, ma il Sud mostra una crescita significativa con 231 comuni, segnando un aumento del 23,8% rispetto al 2022. Il Centro Italia rimane stabile con 33 comuni, rispetto ai 30 dell’anno scorso. Questi dati emergono dalla XXXI edizione del dossier “Comuni Ricicloni” di Legambiente, che premia l’impegno dei comuni italiani nella raccolta differenziata e nella corretta gestione dei rifiuti.

I fuoriclasse sono i comuni sotto  i 5.000 abitanti

I comuni sotto i 5.000 abitanti si confermano i più virtuosi nella gestione dei rifiuti urbani, con 450 comuni su un totale di 698. Seguono 196 comuni con popolazione tra i 5.000 e i 15.000 abitanti, e 48 comuni con oltre 15.000 abitanti, inclusi i capoluoghi. I comuni del Nord-Est, come Treviso, Belluno, Trento e Pordenone, sono in testa anche in questa edizione.

Il Veneto vince a livello regionale

A livello regionale, il Veneto si conferma al primo posto con 173 comuni virtuosi, seguito dalla Lombardia con 101 comuni (+27 rispetto alla scorsa edizione) e dalla Campania con 83 comuni (+22 rispetto alla scorsa edizione). Crescono anche Sardegna (+18) e Abruzzo (+9), mentre Trentino-Alto Adige (-9) e Piemonte (-10) registrano un calo.

L’evoluzione dei comuni “Ricicloni”

Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, sottolinea che in 31 anni di “Comuni Ricicloni” sono state premiate le amministrazioni virtuose e promossi percorsi di partecipazione e confronto per migliorare la differenziata e il riciclo dei rifiuti urbani. Zampetti evidenzia l’importanza di puntare sulle grandi città, dove i sistemi di raccolta come il porta a porta sono ancora poco diffusi, e di rafforzare l’organizzazione consortile per una rete impiantistica adeguata al riciclo e al trattamento dei rifiuti.

I comuni rifiuti free svolgono un ruolo cruciale, ma è necessario l’impegno di tutti gli attori della filiera per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei rifiuti, sviluppo di settori strategici e realizzazione degli impianti necessari per la rivoluzione circolare del Paese.

I cittadini attenti 

Dei 4.058.542 cittadini rifiuti free, il 40% vive in comuni con popolazione tra i 5.000 e i 15.000 abitanti, il 29% in comuni di 15.000 abitanti, il 23% in piccoli comuni e l’8% nei capoluoghi. Il Veneto contribuisce con il 33,8% dei cittadini virtuosi, seguito dalla Lombardia (15,5%), Campania (8%) e Toscana (7,3%). La Sicilia fornisce un contributo del 5,9%.

Anche i comuni oltre 30mila abitanti diventano “rifiuti free”

Si conferma la crescita dei comuni virtuosi oltre i 30.000 abitanti. Tra i nuovi ingressi ci sono i comuni siciliani di Misilmeri (33.290) e Castelvetrano (30.711), oltre a Capannori (46.343) e Fonte Nuova (32.752) al Centro, e Montebelluna (31.281), Conegliano (34.445), Castelfranco Veneto (33.103), Mira (37.618) e San Donà di Piave (41.883) al Nord. Tra i comuni oltre i 50.000 abitanti si segnalano Mazara del Vallo (55.129) e Carpi (72.525), oltre ai capoluoghi Belluno (35.487), Pordenone (51.725), Treviso (98.074) e Trento (136.719), quest’ultima unica città oltre i 100.000 abitanti.

Aperitivo, perchè è diventato un rito per gli italiani? 

Gli italiani non perdono occasione per concedersi l’aperitivo: infatti, l’appuntamento con l’happy hour è almeno una volta a settimana. Il 48% dei nostri connazionali dichiara di uscire per questa occasione, una percentuale in crescita di 3 punti rispetto all’anno precedente. Il dato riflette una forte passione per l’aperitivo, con 1 consumatore su 2 (43%) che lo vive almeno una volta alla settimana e il 98% almeno una volta al mese.

I giovani e l’aperitivo

Le giovani generazioni, in particolare i Millennials e la Generazione Z (fascia 25-34 anni), sono i maggiori fan dell’aperitivo, specialmente nelle aree urbane. Federico Gordini, fondatore di MWW Group e ideatore del World Aperitivo Day, sottolinea l’importanza economica di questo rito, che non solo arricchisce il settore della ristorazione e dell’ospitalità, ma anche l’industria agroalimentare e turistica italiana.

Un fenomeno a livello mondiale

L’aperitivo è sinonimo di piacere, condivisione e divertimento. Eventi come l’Aperitivo Festival e il World Aperitivo Day, giunti rispettivamente alla seconda e terza edizione, promuovono la cultura enogastronomica italiana e il marchio Made in Italy a livello globale. Matteo Fortarezza di CGA by NielsenIQ ha presentato una ricerca durante l’inaugurazione dell’Aperitivo Festival 2024, evidenziando l’impatto del consumo On Premise.

Cosa si beve e quanto si spende?

Gli italiani spendono in media oltre 120 euro al mese per l’aperitivo. Le bevande più popolari includono l’aperitivo classico (48%), le bollicine (32%) e i cocktail (26%). Gen Z e Millennials apprezzano particolarmente drink come il Gin&Tonic, che ha guadagnato 5 punti percentuali rispetto al 2022. Le scelte di consumo sono influenzate dal prezzo (44%), dai consigli dei professionisti (31%) e dalle preferenze degli amici (24%).

Consumo sì, ma consapevole

Cresce l’attenzione verso un consumo consapevole, con 1 giovane su 10 che sceglie bevande analcoliche o poco alcoliche. Il mercato offre una gamma sempre più ampia di prodotti in questa categoria.

Mix con il food

Durante l’aperitivo, 1 italiano su 3 (33%) ha un appetizer preferito, come stuzzichini misti, pizzette e patatine. I consumatori di vino prestano particolare attenzione agli abbinamenti culinari. L’analisi di TradeLab per Federvini conferma che, nonostante le difficoltà del mercato, il consumo di vino e bollicine è in crescita: 1% per il vino e 7% per gli spumanti. Nel 2023, vino e bollicine hanno raggiunto 147 milioni di consumazioni durante l’aperitivo serale, apprezzati soprattutto da baby boomers e generazione X.

Conclusione

L’aperitivo è un rito irrinunciabile per gli italiani, che ne fanno un momento di piacere e socializzazione. La sua popolarità continua a crescere, contribuendo alla promozione della cultura e delle eccellenze enogastronomiche italiane nel mondo.

Shopping, perchè gli italiani amano l’online ma non rinunciano allo store?

Secondo l’indagine europea “Lo stato dello shopping 2024”, condotta da ShopFully in collaborazione con Offerista Group, i consumatori italiani risultano tra i più legati al negozio fisico. Anche se sempre più persone acquistano online, circa il 64% degli italiani preferisce ritirare i prodotti direttamente in negozio, e l’81% di loro fa acquisti aggiuntivi durante la visita al punto vendita. Inoltre, cresce la quota di consumatori sotto i 25 anni che prediligono l’esperienza fisica del negozio, con il 76% che apprezza la possibilità di toccare con mano i prodotti.

Il negozio fisico resta centrale nel processo di acquisto

In un panorama in cui la digitalizzazione sta assumendo un ruolo sempre più centrale a livello globale, il negozio fisico continua a essere il punto di riferimento per gli acquisti dei consumatori europei. ShopFully, azienda leader nel settore del Drive to Store, presenta i risultati dell’indagine “Lo stato dello shopping 2024”, frutto della collaborazione con Offerista Group. Il sondaggio, condotto nel mese di febbraio di quest’anno su circa 11.000 utenti delle proprie app in 8 Paesi europei, offre un’analisi approfondita delle preferenze dei consumatori del continente.

I risultati della survey rivelano che il 95% dei consumatori italiani preferisce fare acquisti nei negozi fisici, e tra questi, il 65% predilige addirittura fare acquisti esclusivamente in negozio. In questo contesto, l’Italia si posiziona al secondo posto tra i Paesi oggetto dell’indagine, seguita dalla Spagna con il 92% di consumatori fedeli al negozio fisico. Anche se in Francia e in Germania il negozio fisico rimane un canale importante per gli acquisti, il 13% dei francesi e il 12% dei tedeschi preferisce l’acquisto online.

Shopping sul posto specie per alimentari, prodotti per la casa e arredo

La preferenza dei consumatori italiani per i negozi fisici riguarda soprattutto i settori alimentare e delle bevande (98%), seguiti da cura del corpo e articoli per la casa (90%) e arredamento (86%). Per quanto riguarda gli acquisti online, c’è un maggiore interesse per l’elettronica (36%) e i giocattoli (34%), ma il negozio fisico rimane comunque il canale preferito. Anche quando si tratta di acquisti online, circa il 64% degli italiani opta per il ritiro in negozio e l’81% di loro effettua acquisti aggiuntivi direttamente in punto vendita.

Il valore di poter provare e toccare

Per il 68% dei consumatori italiani intervistati, il principale vantaggio del negozio fisico è la possibilità di provare, vedere e toccare il prodotto di persona. Questa percentuale aumenta al 76% tra gli utenti sotto i 25 anni, dimostrando l’apprezzamento dei giovani per l’esperienza fisica. Un altro vantaggio del negozio fisico è la possibilità di accedere a sconti esclusivi (40%). Se da un lato la maggior parte degli acquisti avviene nei negozi fisici, dall’altro l’83% dei consumatori utilizza canali digitali per informarsi sui prodotti prima di acquistare, con una predilezione per le piattaforme e le app che offrono volantini digitali (64%) e i marketplace online (40%).

La tecnologia fondamentale per raggiungere i consumatori

Stefano Portu, CEO & Founder di ShopFully, ha commentato che il retail sta attraversando una trasformazione dove la tecnologia e il digitale diventano strumenti necessari per raggiungere i consumatori in modo personalizzato ed efficace. Le promozioni giocano un ruolo cruciale nelle scelte di acquisto, con il 94% dei consumatori che ne dà grande importanza.

Gli italiani sono particolarmente attenti alle promozioni e più della metà di loro è propensa a cercarle durante tutto l’anno, non solo in periodi specifici come il Black Friday o il Natale. Il 70% degli italiani è anche disposto a provare marchi diversi se ci sono sconti o offerte, considerando che il potere d’acquisto non dovrebbe aumentare nel 2024 secondo il 55% dei partecipanti alla survey.

Perchè gli italiani cercano buone notizie?

Perchè gli italiani sono sempre più alla ricerca di buone notizie? Perchè le cosiddette “good news” diventano un antidoto per migliorare l’umore e riscoprire il lato positivo della vita quotidiana, spaziando dalla famiglia all’amore, dall’amicizia ai piccoli gesti di ogni giorno.

È questa la constatazione emersa da uno studio demoscopico condotto da AstraRicerche, intitolato “Un mondo più buono,” commissionato da Mulino Bianco, che mira a cambiare la prospettiva quotidiana per ricordare agli italiani che il bene esiste.

Otto su dieci hanno bisogno di positività

L’indagine rivela che otto italiani su dieci sentono il bisogno di orientarsi verso notizie positive a causa della percezione di una prevalenza netta di informazioni negative diffuse dai media. Sette persone su dieci condividono questa opinione, e ciò riflette sullo stato d’animo, con quasi il 40% degli italiani manifestando sentimenti di pessimismo e preoccupazione. La ricerca ha dato vita a una campagna di comunicazione intitolata “C’è un mondo più buono” per sostenere questo messaggio di positività.

La cronaca nera abbatte l’ottimismo

Le notizie di cronaca nera risultano essere la principale causa di abbassamento del morale degli italiani (43,0%), superando storie di altruismo, generosità e bontà (19,2%), notizie di attualità internazionale (14,6%) e nazionale (12,3%). Nonostante il 39,7% trovi difficoltà nell’individuare il lato positivo del mondo circostante, un italiano su quattro ci riesce abbastanza.

Nonostante la realtà descritta dagli intervistati sia considerata impegnativa, rimangono prevalenti i sentimenti positivi, come la curiosità (58,1%), l’interesse (52,9%), l’entusiasmo e l’eccitazione (37,7%).

Piacciono le notizie positive legate all’economia

Le notizie positive influenzano direttamente l’umore di oltre il 60% degli italiani quando diffuse dai media. Tra le notizie positive desiderate per il 2024, primeggiano una maggiore disponibilità economica (22,4%) e un miglioramento dello stato di salute personale o dei propri cari (17,9%). A livello globale, più di 4 italiani su 10 auspicherebbero la cessazione delle guerre.

Le news? Si leggono al mattino

La consultazione delle notizie avviene prevalentemente al mattino per oltre il 40% degli italiani, e le fonti preferite di informazione positiva sono i canali digitali: il 50% considera internet (siti web, giornali online, portali) come la fonte principale, seguito dai social network (41,4%). La televisione occupa un ruolo meno significativo, con il 31,9%.

San Valentino? Gli italiani lo festeggiano con una cena a casa

Il 14 febbraio è tradizionalmente la giornata più romantica dell’anno. Così gli italiani festeggiano San Valentino in compagnia della loro metà. Ma come lo faranno? Lo rivela una ricerca condotta da DoveConviene, l’app dedicata a semplificare lo shopping, che ha scoperto che il 65% degli italiani ha dichiarato di voler optare per i festeggiamenti a casa, con una cena a due.

Questa tendenza riflette non solo il desiderio di privacy e relax assicurato dalle mura domestiche, ma anche un cambio di rotta in fatto di consumi. E l’amore non c’entra!

Non solo privacy, ma anche risparmio

La scelta di rimanere a casa  non è guidata soltanto dalla volontà di trascorrere una serata in intimità, ma anche da una certa attenzione al portafoglio. In un periodo in cui l’inflazione continua a impattare sulle abitudini di acquisto, quasi il 77% dei consumatori sceglierà di celebrare l’amore nel comfort del proprio domicilio per risparmiare.E, perchè no, scegliendo prodotti in promozione per allestire il menù.

Menù a due e a quattro mani

Il 52% degli italiani sorprende la propria metà con un menu realizzato personalmente, mentre il 24% opta per una preparazione a quattro mani, coinvolgendo il partner in un’esperienza culinaria all’insegna dell’intimità e del divertimento.

Nella scelta degli ingredienti per il menù ideale, i consumatori danno la preferenza a cibi sani e leggeri (43%) senza tralasciare il piacere di piatti raffinati, prediligendo ingredienti di qualità e gourmet (37%). Tale attenzione si riflette anche nella modalità di acquisto, poiché il 93% degli italiani si recherà nei negozi fisici per poter scegliere di persona i prodotti di migliore qualità.

In tavola pesce, pasta, risotto e dolce

In tavola, spazio a piatti a base di pesce fresco (31%), pasta fresca e risotti (30%), prediligendo opzioni leggere e perfette per una cena tradizionale e raffinata senza appesantire lo stomaco. A San Valentino non può ovviamente mancare il dessert per concludere la cena in dolcezza. In questo contesto, oltre il 51% degli italiani preferisce acquistare il dolce in pasticceria, evitando inconvenienti e assicurandosi di concludere la serata con un tocco di classe.

La tradizionale torta, scelta dal 41% degli italiani, rimane il dolce preferito per festeggiare, seguita dal semifreddo al cucchiaio (31%). Per i più golosi, che rappresentano oltre un quarto dei consumatori (26%), non mancherà  un dolce al cioccolato.