Smart Home: nel futuro accessi sempre più digitali grazie al progresso tecnologico

Come viene percepito dal pubblico il futuro delle serrature nelle abitazioni, e qual è il ruolo che svolgerà la tecnologia nel rafforzamento della sicurezza delle stesse? In poche parole, come accederemo alle nostre smart home tra 10 anni?
A queste domande risponde la survey condotta dalla società ISEO Ultimate Access Technologies su un campione di oltre 300 intervistati. La ricerca indaga il futuro della gestione accessi e la percezione dei consumatori in merito all’evoluzione della tecnologia.

Più in particolare, l’obiettivo della survey è quello di investigare come i consumatori immaginano l’evoluzione tecnologica nel campo dello smart access, e se ritengono che nei prossimi dieci anni i progressi digitali renderanno le abitazioni più sicure. Ma garantendo, allo stesso tempo, una gestione degli accessi più semplice.

Come si si apriranno le serrature di casa tra 10 anni?

Per quanto riguarda il metodo con cui si apriranno le serrature di casa tra dieci anni è emerso che la maggioranza relativa degli intervistati, pari al 36%, immagina che le impronte digitali saranno il metodo più diffuso, mentre un significativo 28% è convinto che si continuerà a utilizzare la chiave tradizionale.

Una percentuale simile, il 27% pensa invece che tra dieci anni le porte delle abitazioni si apriranno con gli occhi, mentre un numero di utenti decisamente minore, solo il 9%, crede, addirittura, che basterà utilizzare il pensiero.

La tecnologia renderà le case più sicure?

Considerando il tema più ampio dell’impatto che avrà l’evoluzione tecnologica sulla sicurezza delle abitazioni e sulla gestione degli accessi, la stragrande maggioranza degli intervistati, ben il 71%, è convinta che la tecnologia renderà le nostre case più sicure in futuro.

Il 22%, invece, sottolinea che sebbene la tecnologia possa semplificare l’accesso, non ne garantirà necessariamente una maggiore sicurezza. Ed è solo il 5% degli utenti intervistati a dichiarare di avere poca fiducia nei metodi digitali.

Obiettivo: garantire la totale libertà di movimento

ISEO Ultimate Access Technologies opera nel campo delle soluzioni meccaniche ed elettroniche per la sicurezza e la gestione intelligente degli accessi. L’obiettivo aziendale è quello di garantire la totale libertà di movimento attraverso la filosofia Ultimate Access Technologies.

Economia: perchè gli italiani temono il 2024?

Il 2023 volge al termine: Ipsos ha chiesto agli italiani se dal punto di vista economico temono l’arrivo del nuovo anno. E oltre la metà degli intervistati (56%) dichiara di temere il 2024. Soltanto il 35% afferma di guardare al nuovo anno con serenità, e il 9% non si esprime.

I sondaggi politici Ipsos vengono presentati durante la trasmissione DiMartedì. In particolare, hanno indagato le opinioni delle italiane e degli italiani rispetto ai provvedimenti presenti nella manovra finanziaria del Governo, le pensioni, la decisione presa dal ministro della cultura Gennaro Sangiuliano contro la trasmissione televisiva ‘Un giorno da pecora’, la condizione economica in vista del nuovo anno, e ‘l’episodio’ accaduto durante la Prima della Scala.

“Il Governo vuole fare cassa sui pensionati”

Dal sondaggio emerge come la maggioranza delle persone intervistate (57%) condivide l’opinione che ‘Il Governo vuole fare cassa sui pensionati’, al contrario, una quota minore (29%) ritiene che ‘Il Governo stia dalla parte dei pensionati’. Il 14% non si esprime al riguardo.

Quanto alla decisione presa dal ministro Sangiuliano di diffidare la trasmissione satirica ‘Un giorno da pecora’ dal prenderlo in giro, la maggioranza degli intervistati (63%) dichiara di non essere d’accordo, sostenendo che la satira va lasciata libera di scherzare su tutti.
È soltanto il 22% a essere favorevole alla decisione presa dal ministro, e credere che i ministri vadano rispettati anche dalla satira. Il 15% non ha un’opinione al riguardo.

Viva l’Italia antifascista, il grido durante la Prima della Scala

I sondaggi politici Ipsos hanno indagato anche le opinioni in merito all’episodio accaduto durante la Prima della Scala, quando una persona presente tra il pubblico ha gridato ‘Viva l’Italia antifascista’.

L’identificazione da parte della Digos dello spettatore è stata giudicata come un ‘brutto segnale’ dalla metà degli italiani. Il 39%, invece, sostiene sia stato un normale controllo e l’11% non si esprime al riguardo.

La maggioranza è salda, ma più per mancanza di alternative 

La maggioranza di governo è salda, ma più per mancanza di alternative che per un reale apprezzamento della popolazione nei suoi confronti.
Secondo Ipsos, infatti, gran parte degli italiani, il 53%, pensa che la politica economica del Governo sia stata inefficace. Solo il 37% sostiene il contrario, mentre il 10% non si esprime.

Del resto, a causa dell’inflazione e del rallentamento della crescita sono ben pochi, il 17%, quelli che affermano che grazie all’esecutivo le condizioni di vita personali sono migliorate.
Ben il 69% risponde seccamente di no. Anche qui non sono pochissimi quelli che non si esprimono o sono indecisi, il 14%.

Google Meet: pelle più liscia e denti più bianchi durante le videochiamate

Una novità annunciata il 18 ottobre durante l’aggiornamento di Google Workspace. Google sta introducendo nuove funzionalità ‘estetiche’ a Meet, la sua app di videoconferenza. Si tratta di possibilità molto richieste dagli utenti, quelle di poter applicare effetti di abbellimento e ritocco del volto durante le videochiamate.

Attualmente le funzionalità sono in fase di implementazione solo sulla piattaforma per dispositivi mobili Android e iOS degli utenti che adottano le nuove funzioni della app in versione beta. L’accesso esteso agli altri account è programmato per il 28 ottobre, mentre entro la fine del 2023 la funzione di ritocco verrà introdotta anche su Meet per il web.

Levigatura della pelle, schiarimento delle occhiaie e sbiancamento dei denti

Al momento sono due le modalità ritratto disponibili e che consentono di apportare diverse correzioni estetiche, in particolare, levigatura della pelle, schiarimento delle occhiaie e sbiancamento dei denti.

La prima è la modalità Discreta, che come suggerisce il nome offre correzioni ‘leggere’. La seconda, invece, è la modalità Levigatura, ed è un po’ più incisiva nelle migliorie apportate all’aspetto.
Indipendentemente dalla modalità scelta, Google sostiene che gli utenti potranno apportare ‘leggere correzioni all’aspetto’ fisico in tempo reale, e aggiunge che la funzione di ritocco non è stata progettata per apportare modifiche sostanziali.

Il ritocco sarà disponibile solo per utenti con account premium o business

Il ritocco risulterà comunque disattivato per impostazione predefinita, e potrà quindi essere attivato nelle impostazioni di Google Meet.

La funzione sarà però disponibile solo per gli utenti con account Google premium, tra cui Business Standard, Business Plus, Enterprise Essentials, Education Plus, Google One e Google Workspace Individual. 
Gli utenti con un account Google personale non avranno quindi accesso a questa funzione.

La concorrenza applica addirittura il trucco virtuale

Nonostante l’ampia diffusione di filtri ed effetti di levigatura del viso su altre app legate ai video, come TikTok e Instagram, è sorprendente che Google ci abbia messo così tanto tempo per introdurre strumenti simili su Meet. 
Al contrario, app concorrenti di videoconferenza come Microsoft Teams e Zoom offrono già una varietà di funzionalità di ‘miglioramento’, che non si limitano a sfocare la pelle degli utenti, ma applicano addirittura effetti di trucco virtuale, riporta Adnkronos.

In ogni caso,  riferisce DayFRitalian, gli utenti di Meet potranno visualizzare le modifiche prima di avviare una chiamata per vedere se gli piace il loro aspetto. Sarà comunque possibile attivare la funzione durante una chiamata: per farlo, premere i tre punti nell’angolo in basso a destra dello schermo e selezionare Impostazioni. Da lì, scorrere semplicemente verso il basso e abilitare l’opzione Ritratto modificato nella sezione Video.

Noleggio auto a lungo termine: un trend positivo inarrestabile  

Il 2022 per il settore del noleggio auto è stato particolarmente positivo. Secondo i dati di Aniasa, l’Associazione nazionale industria dell’autonoleggio, della sharing mobility e dell’automotive digital, il noleggio auto ha immatricolato circa 365mila vetture, con una quota complessiva di quasi il 28%. E nel primo semestre 2023 ha raggiunto una quota del 33% del totale dei veicoli nuovi messi su strada in Italia, immatricolando oltre 308mila vetture da gennaio a giugno, con una crescita del 47%. La crescita del settore è una tendenza che sembra inarrestabile, e che sta proseguendo anche quest’anno, confermando l’apprezzamento da parte di aziende, professionisti e privati, nonché il ruolo chiave ricoperto nella mobilità sostenibile.

Aumentano i privati che lo scelgono a lungo termine

A trainare il mercato è il noleggio auto a lungo termine (oltre 302mila vetture immatricolate nel 2022, +19%), una formula sempre più gettonata come alternativa all’acquisto dell’auto, e che ha raggiunto a livello nazionale una flotta di 1 milione e 197 mila veicoli. Con quasi 1 veicolo su 3 immatricolato per il noleggio a lungo termine, la locazione è una modalità sempre più gradita non solo dalle imprese ma anche dai privati, che oggi usano 163mila veicoli noleggiati con questa modalità (circa il 14% del totale dei mezzi a nolo circolanti in Italia).

Le ragioni del successo

I motivi di questo trend sono molteplici. Oltre alla possibilità di pagare un canone mensile a prezzo fisso per tutta la durata del contratto (da 12 o 24 mesi a 60 o 72 mesi a seconda della compagnia), c’è la convenienza della formula tutto compreso. Nel canone sono infatti incluse le principali spese da sostenere, come immatricolazione del veicolo, assicurazione e manutenzione ordinaria e straordinaria.
Nella maggior parte dei contratti sono compresi anche altri servizi utili, come l’assistenza stradale 24/7 in Italia e in Europa e la telematica. Inoltre è possibile personalizzare il noleggio, ad esempio aggiungendo nel canone un veicolo sostitutivo, pneumatici a plafond o la polizza assicurativa per la tutela legale.

Il ruolo nella transizione ecologica

I privati che optano per questa formula possono avere a disposizione una vettura sempre nuova e aggiornata nella dotazione tecnologica e nei dispositivi di sicurezza, tutelandosi da una serie di inconvenienti come la svalutazione commerciale, l’obsolescenza del mezzo o l’introduzione di nuove normative antinquinamento. Il noleggio auto a lungo termine sta poi trainando le immatricolazioni di vetture elettriche e ibride plug-in, affermandosi come una soluzione molto apprezzata per chi desidera scegliere un veicolo alimentato a batteria. In base ai dati Aniasa, nel primo semestre 2023 il noleggio ha immatricolato il 34% delle vetture elettriche e il 63% delle plug-in. Quest’ultime sono dotate sia di un motore termico a benzina (più raramente diesel) sia di un propulsore elettrico, per percorrere fino a 60-70 km senza produrre emissioni di CO2.

Tempo di tornare a scuola: ma come sarà il back to school nel futuro?

Come si svolgerà il ‘rituale’ del ritorno a scuola nel futuro? Sarà ancora necessario comprare penne, matite, quaderni o indossare una cartella? Si studieranno le stesse materie anche fra trent’anni?
Da sempre, per studenti e genitori, il rientro a scuola è un momento particolarmente importante. Finiscono le vacanze estive e si torna lentamente ai ritmi della vita di tutti i giorni, tra compiti da finire e acquisti di libro e materiale scolastico. GoStudent, piattaforma di ripetizioni online, ha pubblicato un rapporto dal titolo ‘La fine della scuola come l’abbiamo sempre conosciuta: il mondo dell’istruzione nel 2050’, realizzato insieme alla professoressa ed esperta di futuro Tracey Follows, nominata da Forbes tra le Top 50 female Futurists in the world.

Il ruolo centrale della tecnologia nel progresso dell’istruzione

La tecnologia svolgerà sicuramente un ruolo centrale nel continuo progresso dell’istruzione, con fattori come l’integrazione dell’Intelligenza artificiale che comporterà una personalizzazione dell’apprendimento. Entro il 2050, ad esempio, attraverso i cervello-computer gli studenti saranno in grado di assimilare conoscenze immediate e gli insegnanti potranno adottare un approccio più olistico verso i ragazzi, focalizzandosi non più nell’impartire nozioni, ma con un occhio di riguardo sulla loro salute e il loro benessere. Secondo il Future of Education Report 2023 redatto da GoStudent, in Italia i ragazzi sono tra i più desiderosi di tecnologia nelle rispettive scuole (79%,), secondi solo alla Spagna e davanti a Regno Unito, Francia e Germania.

Il rientro in aula, per come lo conosciamo, sarà un lontano ricordo

Al contempo, però, c’è poca fiducia che l’Italia possa adeguarsi in futuro a queste novità. Circa 2 studenti su 10 faticano a credere di avere più AI o più realtà virtuale per l’apprendimento.
“Con i rapidi progressi tecnologici, siamo sull’orlo di un’esplosione tecnologica che cambierà il modo in cui opera il mondo intero – commenta Tracey Follows -. L’istruzione sarà l’epicentro di questo cambiamento. Il passaggio all’apprendimento immersivo, alla personalizzazione basata sull’Intelligenza artificiale e al monitoraggio continuo è destinato a rivoluzionare il modo in cui apprendiamo e ci adattiamo”.
Di conseguenza anche il rientro a scuola, per come lo conosciamo, sarà un lontano ricordo.

Nel 2050 l’apprendimento sarà guidato dalle passioni degli studenti

Nel 2050, insomma, l’apprendimento non sarà più guidato dalle materie a cui le scuole danno la priorità, ma dalle passioni dello studente. E i programmi di studio verranno adattati secondo gli interessi dei ragazzi. Non solo, grazie a test genetici vi sarà la possibilità di intercettare le materie a cui si è più predisposti. Le lezioni saranno tenute sia dal vivo da insegnanti professionisti e accademici, ma anche all’interno di un mondo completamente immersivo. Nei prossimi 30 anni, riferisce Italpress, ogni lavoro diventerà in qualche modo un lavoro tecnologico. Di conseguenza sebbene l’informatica, la programmazione e l’analisi dei dati siano già in crescita, costituiranno la base di tutti i corsi di formazione. E la maggior parte degli studenti avrà una conoscenza di base in tutte queste materie.

Piscine Jacuzzi da esterno: il Lusso di una SPA nel tuo giardino

In primo piano

Se stai cercando un modo per rilassarti e goderti il lusso di un profondo benessere nel verde del tuo giardino, le piscine Jacuzzi da esterno potrebbero essere la soluzione ideale per te.

Grazie all’azione combinata di acqua calda egetti massaggianti infatti, le Jacuzzi da esterno offrono un’esperienza piacevole senza doversi recare in un centro benessere.

Perché scegliere una piscina Jacuzzi da esterno?

Una piscina Jacuzzi da esterno offre numerosi vantaggi rispetto al recarsi in una SPA tradizionale o centro benessere.

Innanzitutto è estremamente comoda, poiché puoi usarla in qualsiasi momento senza dover prenotare un appuntamento.

Inoltre, le Jacuzzi da esterno sono progettate per resistere alle intemperie, il che significa che puoi goderti la tua oasi di benessere all’aperto tutto l’anno, indipendentemente dal clima.

Oltre a questo, considera le piscine da esterno sono anche un’ottimo elemento visivo da inserire nel tuo giardino, dato che aggiungono un tocco di eleganza e di lusso.

Le caratteristiche delle piscine Jacuzzi da esterno

Questa vasche con idromassaggio sono disponibili in una vasta gamma di dimensioni e stili, che ti permettono di scegliere quella che meglio si adatta allo stile della tua abitazione o necessità di spazio.

Prima di accennare alle caratteristiche, diciamo che ti farà piacere sapere che questi elemetni offrono anche la possibilità di poter scegliere tra tanti optional,  tra questi luci a LED, cascate e getti personalizzabili, che puoi utilizzare per creare l’esperienza di una SPA perfetta e su misura per te.

Dimensioni:le piscine Jacuzzi da esterno sono disponibili in varie dimensioni, a partire dalle piscine per due persone, fino alle piscine più grandi che possono ospitare fino a sette persone o quelle con tre lounges. Quindi, se vuoi un’esperienza più intima o se preferisci invitare amici e familiaria fare il bagno con te, c’è sempre una Jacuzzi da esterno che può soddisfare le tue esigenze.

Materiali: le Jacuzzi da esterno sono realizzate con materiali di alta qualità, che resistono alle intemperie e all’usura. Ad esempio, molte di queste sono realizzate con materiali quali vetroresina, acrilico, PVC o legno, che garantiscono resistenza alle macchie e facilità di pulizia. Inoltre, molte piscine Jacuzzi da esterno sono anche dotate di una copertura isotermica.

Getti massaggianti: una delle principali fonti di benessere delle piscine Jacuzzi da esterno sono i classici getti massaggianti, che ti offrono un’esperienza pari a quella di una SPA. I getti possono essere personalizzati per soddisfare le tue esigenze specifiche, ovvero il poter concentrare il massaggio sulle aree in cui ne hai maggiormente bisogno. Inoltre, molte piscine Jacuzzi da esterno offrono anche la possibilità di sfruttare l’aromaterapia con oli essenziali, per un benessere ancora più intenso.

Luci a LED: le luci a LED sono una tipica caratteristica aggiuntiva delle moderne vasche Jacuzzi con idromassaggio. Esse possono essere utilizzate per illuminare l’acqua, creando un’atmosfera rilassante e romantica anche quando la minipiscina non è in uso. Inoltre, alcuni modelli offrono anche la possibilità di usufruire delle luci a LED colorate, che puoi utilizzare per creare un’esperienza ancora più piacevole.

Cascate: le cascate sono un interessante optional per le minipiscine da esterno, soprattutto per quanti necessitano del massaggio piacevole che la forza dell’acqua è in grado di esercitare, ad esempio nella zona della cervicale. Le cascate possono essere utilizzate anche semplicemente per creare un’atmosfera pacifica e tranquilla, che ti aiuta a rilassarti e a liberarti dallo stress.

Come scegliere la Jacuzzi da esterno perfetta per te

Quando si sceglie una Jacuzzi da esterno, ci sono diverse cose da considerare per un acquisto ponderato. Innanzitutto, devi decidere quale dimensione si adatti meglio alle tue esigenze in base agli spazi disponibili.

Inoltre, dovresti pensare ben all’esatta ubicazione della piscina nel tuo giardino, considerando che potresti avvertire il bisogno di una certa privacy: meglio posizionarla dunque dove sguardi indiscreti non possano arrivare.

Conclusioni

Le piscine Jacuzzi da esterno sono l’ideale se stai cercando una soluzione comoda e lussuosa per goderti il benessere direttamente in casa tua.

Con la loro combinazione di acqua calda e getti massaggianti infatti, unite ad un design elegante e le caratteristiche luci a LED che le contraddistinguono, ti offrono un’esperienza di benessere completa all’aperto.

Bandiere Blu 2023: le spiagge top sono in Liguria e Puglia 

Sono le spiagge della Liguria e della Puglia le più belle d’Italia, e comandano la classifica delle Bandiere Blu 2023 stilata dalla Foundation for Environmental Education (Fee). Con riconoscimenti a 226 Comuni e 84 approdi turistici, in questa edizione 2023 si nota un trend di crescita delle località Bandiera Blu rispetto al precedente anno. I Comuni che hanno ottenuto il riconoscimento sono infatti 16 in più rispetto ai 210 dello scorso anno. Di questi, 17 sono nuovi ingressi e uno il Comune non confermato. In sintesi, 226 Comuni italiani per complessive 458 spiagge, che corrispondono a circa l’11% delle spiagge premiate a livello mondiale. 

Sedici nuovi ingressi e un’uscita: Cattolica

In particolare, la Liguria segna 2 nuovi ingressi, Laigueglia e Sori, e raggiunge 34 località. La Puglia sale a 22 riconoscimenti con 4 nuovi Comuni, Gallipoli, Isole Tremiti, Leporano, Vieste.
Alle prime due regioni seguono, con 19 Bandiere, Campania e Toscana, entrambe con un nuovo ingresso, rispettivamente San Mauro Cilento e Orbetello, e la Calabria, con due nuove Bandiere Blu, Catanzaro e Rocca Imperiale. Le Marche salgono a 18, con un nuovo ingresso, Porto San Giorgio, la Sardegna conferma le sue 15 località, l’Abruzzo resta a 14, la Sicilia a 11, il Lazio a 10. Rimangono invariate anche le 10 bandiere del Trentino Alto Adige, mentre l’Emilia Romagna vede premiate 9 località, con un’uscita, Cattolica, e un nuovo ingresso, Gatteo.

Laghi: le Bandiere sono 21

Sono riconfermate le 9 Bandiere del Veneto, e la Basilicata conferma le sue 5 località. Si registrano poi 2 nuovi ingressi in Piemonte, San Maurizio D’Opaglio e Verbania, che ottiene 5 Bandiere, il Friuli Venezia Giulia conferma le 2 dell’anno precedente, e la Lombardia sale a 3 Comuni Bandiera Blu, con due nuovi ingressi, Sirmione e Toscano Maderno. Il Molise conquista 2 Bandiere con un nuovo Comune, Termoli. Complessivamente, quest’anno le Bandiere sui laghi sono 21, con 4 nuovi ingressi.

Circa un quarto di tutte le spiagge italiane

“Anche quest’anno registriamo un notevole incremento dei Comuni che hanno ottenuto il riconoscimento della Bandiera Blu, ben 226 con 17 nuovi ingressi. Una progressione che cresce di anno in anno: basti pensare che nel 1987, primo anno, i Comuni Bandiera Blu in Italia sono 37, nel 1997 arrivano a 48, nel 2007 a 97, nel 2017 diventano 164, fino ad arrivare a oggi, con sempre più località che si avvicinano al percorso facendo una chiara scelta di campo per la sostenibilità – commenta Claudio Mazza, presidente della Fondazione Fee Italia -. I Comuni Bandiere Blu rappresentano circa un quarto di tutte le spiagge italiane. Parliamo di eccellenze del turismo nazionale che possono contare su una strategia articolata e una visione che non tralascia alcun elemento presente sul territorio”.

Nel 2023 gli europei viaggeranno di più, anche gli italiani 

La conferma arriva dai dati raccolti dall’Osservatorio EY Future Travel Behaviours: il 2023 si annuncia come anno record per i viaggi. Che sia all’interno del proprio Paese, in un altro Paese del Vecchio Continente oppure oltre i confini europei, dopo due anni di restrizioni tra gli europei torna il desiderio di viaggiare. L’89% dei cittadini di Spagna, Germania, Francia, e Regno Unito prevede infatti di fare almeno una vacanza nell’anno in corso, mentre un cittadino su cinque dichiara di voler aumentare il numero dei viaggi rispetto al passato.  E gli italiani? La percentuale di italiani che dichiara di voler mantenere o aumentare la frequenza dei propri viaggi è pari all’88%.

Spagna, Italia e Francia mete preferite, ma occhio al portafoglio

Tra i dati più significativi, quelli sulle destinazioni di viaggio: 3 europei su 4 si muoveranno all’interno del proprio Paese, 3 europei su 5 prevedono di viaggiare in un Paese del Vecchio Continente, e circa il 20% oltre i confini europei. La Spagna è al primo posto tra le mete preferiste per le vacanze in Europa, seguita da Italia e Francia.
Ma quali sono i fattori che influiscono maggiormente sulle scelte di viaggio? Al primo posto la spesa, specie con riferimento al diminuito potere d’acquisto dovuto alla crescita dell’inflazione. Emerge infatti una propensione al risparmio, al punto che 2 persone su 3 sarebbero disposte a cambiare le proprie abitudini di viaggio a causa di una riduzione del potere di acquisto. Ma c’è anche un 19% che pur in condizione di recessione economica non rinuncerebbe a viaggiare, sacrificando piuttosto altre voci di spesa.

L’impatto ambientale incide sulle scelte dei più giovani

Un altro fattore che influenza i comportamenti e le intenzioni di viaggio è l’impatto ambientale. Dai test impliciti emerge che per 1 persona su 2 l’impatto ambientale è un fattore importante per le proprie scelte. Una sensibilità verso i viaggi green dimostrata anche dal fatto che 6 viaggiatori su 10 sarebbero disposti a pagare costi aggiuntivi per compensare le emissioni di CO2.
E se sono i giovani della Generazione Z a dimostrare una spiccata propensione a viaggiare, sono anche quelli maggiormente influenzati dalla sostenibilità nelle loro scelte. E per questo, ad avere necessità di informazioni sulle opzioni di viaggio sostenibili. Inoltre, la maggioranza dei giovani viaggiatori si dichiara disponibile a pagare un extra per compensare le emissioni.

Parole d’ordine workation ed esperienza su misura

Tra le altre tendenze rilevate dall’Osservatorio cresce l’interesse nei confronti dei viaggi di natura ibrida, che uniscono motivi di lavoro e vacanza in forme differenti, in particolare il fenomeno workation. Quanto ai trend del futuro per il settore, riporta Adnkronos, l’Osservatorio evidenzia la personalizzazione dell’esperienza di viaggio, che rappresenta un importante fattore di scelta per 2 interpellati su 3. Dunque, appare sempre più indicata per gli operatori del settore poter garantire un’offerta quanto più possibile su misura per tipologia di viaggiatore.

Sostenibilità, i 5 consigli per rendere più green gli edifici

In occasione della Giornata Mondiale della Terra (che cade ogni anno il 22 aprile), Cisco ricorda l’importanza di rendere più sostenibili gli edifici delle nostre città. Infatti, gli edifici sono responsabili di circa il 30% del totale delle emissioni di anidride carbonica. Ciò è dovuto a una somma di fattori, quali l’illuminazione, il riscaldamento e l’utilizzo di computer e device elettronici Per contribuire a ridurre tali emissioni, Cisco suggerisce alcune regole – cinque per la precisione – da seguire. 

Integrare con la rete IT i sistemi dell’edificio

Innanzitutto, è necessario integrare i vari sistemi degli edificio con la rete IT in modo da monitorare le prestazioni e adattarle dinamicamente a riscaldamento, ventilazione, condizionamento dell’aria e illuminazione.

Gli sprechi si possono abbattere fino al 50%

Inoltre, si raccomanda di aggiornare la rete alla tecnologia Power over Ethernet (PoE) per eliminare le perdite energetiche e avere un migliore controllo sull’impiego dell’energia. Il terzo consiglio prevede di abilitare i punti di accesso wireless e i sensori IoT fornirà una visione completa dello stato dell’edificio come occupazione degli spazi, qualità dell’aria interna, temperatura e umidità. Gli edifici che implementano tali soluzioni possono ridurre gli sprechi energetici fino al 30-50%.

Capire quali sono le apparecchiature di rete che consumano di più 

La quarta dritta prevede di comprendere quali siano le apparecchiature di rete che incidono di più sui consumi. Lo si può fare implementando sensori che permettono di individuare gli sprechi e attivare strategie semplici ma efficaci – come spegnere o accendere i dispositivi in base al loro utilizzo – che cumulate possono ridurre i consumi tra il 5 e il 15%. Ad esempio, un telefono IP messo in modalità “sospensione” può ridurre il consumo energetico del 30%, poiché lo schermo si accende solo quando c’è una chiamata in arrivo.

Tecnologie di collaborazione

Infine, il quinto e ultimo consiglio è quello di sfruttare le tecnologie di collaboration. Un uso esteso delle soluzioni di videoconferenza, sistemi di connessione sicura come le VPN per lavorare da remoto, la telepresenza, aiutano concretamente a ridurre le emissioni correlate a viaggi e spostamenti. Convertendo in modalità virtuale fino al 30% delle riunioni fuori sede, ogni anno si potrebbero ridurre di 550.000 tonnellate le emissioni di CO2 in tutto il mondo.

Pasqua 2023: tutti a tavola in agriturismo

Per le festività di Pasqua e Pasquetta 2023 si stima un vero e proprio pienone negli agriturismi italiani. Un’autentica boccata d’ossigeno rispetto all’impennata dei costi di produzione e all’effetto del cambiamento climatico sui campi. Sono infatti oltre 1,5 milioni le persone che nel 2023 per il pranzo di Pasqua e Pasquetta hanno scelto un agriturismo, spendendo mediamente 40-50 euro per un menu à la carte o fisso. Si è trattato, per lo più, di famiglie con bambini e comitive, buona parte di quei 12 milioni di italiani in viaggio per il week-end pasquale. La Pasqua in agriturismo ‘a tavola’ si conferma quindi il binomio perfetto. Lo confermano la Cia, agricoltori italiani e Turismo Verde, l’associazione di Cia per la promozione agrituristica.

Tutto esaurito anche nelle strutture agrituristiche con camere

Si registra quindi il tutto esaurito nelle 25.400 strutture agrituristiche diffuse in tutta Italia, che hanno beneficiato dell’arrivo di tanti connazionali. Soprattutto di quelli che hanno scelto di passare il week-end di Pasqua in montagna (17,6%), ma anche nel segno del relax (64,8%) o facendo trekking e gite (51,4%), senza però rinunciare a momenti gastronomici (10,6%). Cia e la sua associazione per la promozione agrituristica registrano inoltre il tutto esaurito anche nelle strutture con camere per soggiorni di almeno due giorni, soprattutto da parte di turisti stranieri. Con Pasqua e Lunedì dell’Angelo, nelle aziende agricole con cucina e possibilità di soggiorno il turismo è quindi pronto a segnare un +20%.

Tornano i numeri pre-Covid, ma con meno confusione e sprechi

Secondo l’analisi effettuata da Coldiretti/Ixèono sono oltre mezzo milione le persone che hanno scelto di alloggiare negli agriturismi nel weekend di Pasqua. 
A spingere gli italiani a scegliere queste strutture è la voglia di stare all’aria aperta alla ricerca del buon cibo, con la possibilità di protezione in caso di maltempo.
Delle prenotazioni in agriturismo, specie al nord Italia, almeno il 10% è da parte degli stranieri, in particolare americani, tedeschi e svizzeri, ma tornano negli agriturismi italiani anche da Belgio, Germania, Norvegia e Svezia. Si percepisce, riporta Adnkronos, il ritmo delle festività pre-Covid, ma con meno confusione e sprechi.

“La promozione autentica di una ruralità lenta e sostenibile”

“Un tripudio di cultura enogastronomica italiana come solo le piccole comunità, in montagna e in collina, dove tra l’altro si trovano l’84% degli agriturismi italiani, sanno raccontare e portare a tavola – commenta il presidente nazionale di Turismo Verde Cia, Mario Grillo -. Insieme alla promozione autentica di una ruralità lenta e sostenibile questo è il valore che dobbiamo difendere con determinazione, affrontando la crisi economica senza intaccare l’identità delle aziende agricole multifunzionali. Abbiamo dimezzato i coperti pur di non far pagare ai nostri ospiti il peso del caro-bollette. Siamo ottimisti, da nord a sud le nostre strutture stanno andando verso il tutto esaurito anche per il ponte del 25 Aprile e 1° Maggio”.