Meglio lo smart working che una promozione sul lavoro

Lo smart working da soluzione di emergenza a nuova normalità, anzi di più: a condizione perfetta per il lavoro la work life balance. A sostenerlo arriva una nuova ricerca condotta fra i dipendenti del Regno Unito, ma è assai probabile che i risultati siano assimilabili anche nel resto d’Europa e in Italia. Più nel dettaglio, si scopre che la metà dei dipendenti inglesi accetterebbe una riduzione dello stipendio mentre i due terzi degli intervistati rinuncerebbe a una promozione pur di continuare a lavorare da remoto. Solo il 16% dei dipendenti vorrebbe tornare in ufficio a tempo pieno, confermando la validità dell’approccio dell’Everywhere Workplace.

Cosa piace del lavoro da remoto…

Entrando nel merito dei risultati, si scopre che il sondaggio condotto da Ivanti Inc., piattaforma di automazione, fra i lavoratori inglesi fa emergere che il 66% degli intervistati dichiara che preferirebbe lavorare da remoto anziché ricevere una promozione e quasi la metà (49%) ha affermato che accetterebbe una riduzione dello stipendio in cambio della possibilità di lavorare da remoto. Confermando ulteriormente il desiderio di lavorare a distanza, solo il 16% degli intervistati ha sostenuto di voler tornare in ufficio a tempo pieno in futuro. Gli aspetti che più piacciono del lavoro a distanza sono la riduzione da stress (42%), il risparmio di tempo (48%) e un migliore equilibrio lavoro-vita privata (45%). 

… e cosa no 

Di contro, le principali preoccupazioni sono legate a una minore attività fisica durante la giornata (40%), l’assenza di interazioni con i colleghi (44%) e il restare troppe ore davanti allo schermo (33%). Però la gran parte di chi ha risposto al sondaggio (il 55%) ha affermato di aver registrato un notevole aumento del proprio buonumore.

La soluzione? Forse una modalità ibrida

Come si può bilanciare ora la modalità di lavoro in remoto e in presenza? L’analisi rivela che il 39% degli intervistati preferirebbe lavorare da casa anche dopo l’emergenza sanitaria, mentre il 41% preferirebbe una combinazione tra casa e ufficio, confermando che questa flessibilità può essere un valido strumento di selezione del personale per le imprese, garantendo al tempo stesso protocolli di sicurezza, formazione e strumenti tecnologici adeguati a proteggere da eventuali cyberattacchi. Le organizzazioni hanno anche bisogno di modernizzare i loro help desk per garantire che i lavoratori da remoto ricevano soluzioni veloci e personalizzate a ogni problema IT. Sono infatti alcuni problemi legati alla tecnologia a preoccupare chi lavora da remoto: basti pensare che il 23,38% degli intervistati ha contattato l’help desk almeno una volta alla settimana.

Twitter, presto arriverà Blue, la versione a pagamento

Le prime indiscrezioni sono apparse qualche settimana fa: Twitter sta per lanciare Blue, la sua versione a pagamento. La piattaforma ha infatti aggiornato le informazioni per la sua app su iPhone e iPad, elencando appunto il nuovo servizio, che al momento però non è attivabile. Il servizio è inserito nella dicitura degli acquisti ‘in-app’, e ha un costo di 2.99 dollari al mese. Stando alle prime indiscrezioni, Twitter Blue permetterebbe agli utenti paganti di modificare i post inviati tramite la funzione ‘Undo’. Questo sarebbe il motivo per cui il fondatore, Jack Dorsey, si è sempre rifiutato di inserire l’opzione nell’app per tutti. Oltre a questa novità, ci sarebbe poi un’interfaccia dedicata alla lettura delle conversazioni più popolari, Reader Mode, con un design votato alla semplicità di visione.

Personalizzare l’icona del social sullo smartphone e la scheda Collections

Un’altra possibilità disponibile per gli utenti paganti sarà quella di personalizzare l’icona di Twitter sullo smartphone. Un’opzione simile a quanto avvenuto in occasione del decimo anniversario di Instagram lo scorso ottobre. Più utile invece ai fini della fruizione la scheda di menu ‘Collections’, dove poter ritrovare velocemente i post salvati, sia personali sia degli altri, a cui ora si accede, solo in parte, con i Segnalibri.

Un nuovo conteggio di visualizzazione del profilo per Super Follows

Nei giorni scorsi Twitter, riporta Ansa, ha aperto le chat audio di Spaces anche agli utenti via desktop, e rimesso in piedi il processo di richiesta della spunta blu di verifica.
Sempre nell’ottica della monetizzazione di alcuni contenuti, Twitter starebbe testando anche un nuovo conteggio di visualizzazione del profilo per il servizio ‘Super Follows’, che fornirebbe una rapida panoramica di quanti abbonati paganti ogni utente ha sulla piattaforma. Il conteggio, come riporta il sito SocialMediaToday, verrebbe mostrato insieme al normale numero di follower.

Una tariffa mensile per accedere a una gamma di contenuti aggiuntivi

Il servizio ‘Super Follows’ che procede parallelo a Twitter Blue, consentirà ai creatori di contenuti, sulla scia di piattaforme come TikTok, un altro modo per generare entrate dirette, addebitando una tariffa mensile che consente ai fan l’accesso a una gamma di contenuti aggiuntivi.
Anche questa opzione è stata anticipata dalla società a febbraio, durante l’incontro annuale con gli investitori. Al momento però non si conosce ancora una data di lancio, né in quali Paesi Twitter Blue sarà disponibile.

Giovani italiane insicure dell’aspetto fisico. Body shaming e social sotto accusa

L’85% delle donne italiane tra i 18 e i 24 anni si sente insicura del proprio aspetto fisico, e il 68% affida la propria autostima al giudizio degli altri. Colpa del body shaming, il principale accusato dell’insicurezza che dilaga tra le donne più giovani.  Queste alcune evidenze emerse da un’indagine realizzata dall’Istituto di Ricerca Eumetra per Kérastase in merito all’autostima e la libera espressione di sé e della propria diversità. 
La ricerca è parte del progetto Kérastase #ManifestYourGreatness, che ha l’obiettivo di promuovere e diffondere un messaggio di inclusione e accettazione di sé, anche attraverso il sostegno dei centri antiviolenza della Fondazione Pangea.

Estremamente influenzate dai canoni estetici imposti dai social media

Il 96% delle donne italiane cita però almeno un elemento di soddisfazione di sé, soprattutto tra gli aspetti che caratterizzano la personalità, come il carattere (52%), le relazioni personali e sociali (53%), il lavoro e l’istruzione (45%). Rispetto a una media nazionale che si attesta intorno al 70%, l’85% delle ragazze tra i 18 e 24 anni però si sente insicura a causa del proprio corpo. Questo perché risultano estremamente influenzate dai canoni estetici imposti dai social media (69%), e quasi la metà di loro (42%) non si sente accettata dalla società in cui vive e affida la propria autostima al giudizio degli altri (68%). Ma se i social da una parte influenzano le donne italiane sui canoni di bellezza, dall’altra risultano un valido alleato per il superamento delle proprie insicurezze (85%).

Il body shaming e la discriminazione

Quanto al body shaming, il 73% delle intervistate afferma di avere assistito in maniera diretta o indiretta a episodi di discriminazione, e tra le motivazioni più diffuse torna prepotente l’aspetto fisico (57% del campione e 66% tra le giovani), seguito dall’orientamento sessuale (32% del campione). Ma cosa fare per arginare il body shaming? Il primo passo è partire dal nucleo familiare (54%) che dovrebbe agire con una adeguata educazione. Rilevante però è anche la richiesta di una maggiore sensibilizzazione da parte della scuola (37% delle giovani), il luogo relegato agli ultimi posti come contesto in cui le giovani donne si sentono accettate (9%) e supportate nel superamento delle insicurezze (2%).

La scuola deve supportare i giovani nella fiducia in sé stessi

La scuola però è ancora un contesto dove si può fare molto di più per abbattere le barriere della diversità, combattere il body shaming e supportare le nuove generazioni nella fiducia in sé stessi, riporta Adnkronos. In ogni caso, l’indagine restituisce una fotografia delle donne ancora fortemente limitate nella propria accettazione, soprattutto le più giovani.
“E ci ha confermato quanto i social – spiega Ana Mesquita, General Manager Kérastase Italia – se da un alto impongono canoni di bellezza perfetta e spesso irraggiungibile, dall’altro possono essere potenti alleati per il superamento di alcune barriere grazie alla condivisione delle proprie esperienze”.

La condizione economica del Paese e quella familiare nel rapporto Eurispes

Rispetto al futuro dell’economia del nostro Paese negli italiani prevale un sentimento di pessimismo: il 53,4% si dice convinto che nei prossimi dodici mesi la situazione è destinata a peggiorare. Ma nonostante i giudizi negativi espressi sull’andamento dell’economia del Paese nel 42,4% dei casi gli italiani riferiscono che la propria situazione economica negli ultimi dodici mesi è rimasta invariata.

Secondo le rilevazioni dell’Eurispes nell’ultimo anno otto italiani su dieci (79,5%) avvertono un peggioramento netto (54,4%) o in parte (25,1%) dell’economia nazionale. L’11,6% ritiene che la situazione sia rimasta stabile, e solo il 3,8% indica un leggero (2,9%) o un netto (0,9%) miglioramento.

Le difficoltà incontrate dalle famiglie

Rispetto al passato sono diminuite le famiglie che devono utilizzare i risparmi per arrivare a fine mese (37,1%) e aumentate quelle che dichiarano di arrivare senza grandi difficoltà a fine mese (44,3%) e di riuscire a risparmiare (27,6%). Tutti segnali positivi, se non ci fosse la tendenza opposta per quanto riguarda l’incremento di coloro che hanno difficoltà a pagare la rata del mutuo (38,2%) e l’affitto (47,7%).

Aumentano di poco invece le percentuali di quanti faticano a pagare le spese mediche (24,1%, +1,8%) e le utenze domestiche (27%, +1,1%).

Rateizzare per fronteggiare le difficoltà

Il 28,5% dei cittadini afferma di essere dovuto ricorrere al sostegno economico della famiglia di origine, ma solo il 14,8% ha chiesto aiuto ad amici, colleghi o altri parenti. Il 15,1% ha fatto richiesta di un prestito bancario e quasi il doppio ha effettuato acquisti rateizzando il pagamento (28,7%). Circa un decimo del campione ha poi dovuto chiedere soldi in prestito a privati non potendo accedere a prestiti bancari (9,4%), tornare a vivere nella casa della famiglia d’origine o dai suoceri (10%), vendere/perdere dei beni (11,4%), accumulare ritardi nel saldare commercianti/artigiani (11,8%). Il 22,4% invece ha pagato le bollette con forte ritardo e il 18% è in arretrato con le rate del condominio. Inoltre, sono molto simili tra loro le percentuali di quanti hanno accettato di lavorare senza contratto (15,4%) o hanno svolto più di un lavoro contemporaneamente (15,1%).

Rinunciare all’istruzione privata per i figli e all’acquisto dell’auto

Sul fronte dei servizi alla persona, fra chi ha figli in età scolare ha rinunciato all’istruzione privata il 41,1%, e nelle situazioni familiari in cui c’era la necessità di una badante ne ha fatto a meno un italiano su tre (33,4%), mentre in poco più di un caso su cinque sono state rimandate le visite mediche specialistiche (22,4%). Per quanto riguarda i consumi, gli italiani hanno rinunciato più spesso all’acquisto di una nuova automobile (37,3%), ma anche alle spese per la casa, come sostituzione di arredi/elettrodomestici (34,5%) o riparazioni/ristrutturazioni (34,2%). Meno frequente il caso in cui è stata rimandata la riparazione del proprio auto/motoveicolo (23,9%).

I segreti dell’arredamento di lusso

Arredamento di lusso, che passione! Riuscire a realizzare un arredamento di lusso è il sogno di tantissime persone. Per riuscire in questo obiettivo, è necessario che si seguano quelle che sono le nuove tendenze nell’ambito dell’interior design.

Il concetto che è alla base di un arredamento di lusso sta soprattutto nel fatto che questi elementi riescano a fare la differenza, dato che sono di altissima qualità.

Un arredo luxury infatti, deve tener conto di materiali di pregio, come i legni più particolari e resistenti, le pietre naturali. La scelta dei materiali di qualità è la base da cui partire che però va sintetizzata anche con scelte di tendenza, che non possono essere messe assolutamente in secondo piano.

Gli aspetti fondamentali dell’ arredamento di lusso

Un arredamento luxury è composto da accessori di alto prestigio spesso realizzati a mano da artigiani che conoscono bene questo settore. Si tratta di elementi in grado di soddisfare diversi tipi di esigenze.

Per realizzare tale tipo di arredi bisogna scegliere elementi ben precisi, soprattutto lavorati e tagliati con una precisione estrema, e adoperare creatività ed ingegno.

Un’altra cosa importante è che ogni aspetto e ogni mobile scelto venga percepito da chi lo osserva come una vera e propria opera d’arte. Scegliere per la propria casa un arredamento di lusso significa dare anche eccentricità all’ambiente.

Altre idee per un arredamento di lusso

Un ulteriore dettaglio che vale la pena prendere in considerazione è quello di abbellire lo spazio con le boiserie.

Si tratta di una tecnica decorativa per le mura con una copertura fatta di pannelli che possono essere in metallo, in ceramica e in legno magari pantografati, intarsiati, incisi o anche lisci.

Si tratta di un elemento che da sempre rispecchia l’alta borghesia. In più, è importantissimo anche puntare su un particolari effetti nei colori e nei materiali che, fusi insieme, devono dare un tocco di classe ad un intero ambiente.

IoT, un mercato da 6 miliardi di euro e 93 milioni di oggetti connessi

Se l’emergenza sanitaria per il Covid-19 ha fermato la crescita dell’Internet of Things, il mercato italiano regge l’urto della pandemia, attestandosi su un valore di 6 miliardi di euro, e segnando una flessione del 3%, in linea con l’andamento dei principali paesi occidentali. A oggi in Italia sono 93 milioni le connessioni IoT attive, di cui 34 milioni di connessioni cellulari (+10%) e 59 milioni abilitate da altre tecnologie (+15%). Tra queste, emergono le reti Low Power Wide Area (LPWA), che raggiungono per la prima volta un milione di connessioni (+100%). Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

In pole position, Smart Metering&Smart Asset Management nelle Utility

Una forte spinta arriva dalla componente dei servizi collegati agli oggetti connessi, con un valore di 2,4 miliardi di euro (+4%, in controtendenza rispetto all’andamento generale del mercato). Il primo segmento del mercato IoT è costituito dallo Smart Metering & Smart Asset Management nelle Utility (1,5 miliardi, -13%), che rappresenta il 25% del totale. Nel 2020 poi sono stati installati 2,7 milioni di contatori gas connessi presso utenze domestiche (69% del parco complessivo), e 4,8 milioni di smart meter elettrici di seconda generazione (50% del totale). Seguono la Smart Car (1,18 miliardi, 20% del mercato), 17,3 milioni di veicoli connessi (45%), e lo Smart Building, (685 milioni, +2%), legato prevalentemente a videosorveglianza e gestione dei consumi energetici.

Il comparto che cresce di più è la Smart Agricolture

Il comparto con la crescita più significativa è la Smart Agricolture (140 milioni, +17%), ma crescono anche le soluzioni smart per la fabbrica (385 milioni, +10%), la Smart Logistics (610 milioni, +4%), e la Smart City (560 milioni di euro, +8%), che vede un aumento del numero dei progetti avviati dai comuni. In calo, invece, la Smart Home (505 milioni, -5%) e l’ambito Smart Asset Management in contesti diversi dalle utility (265 milioni, -20%), legato principalmente al monitoraggio di gambling machine utilizzate per gioco d’azzardo, ascensori, e distributori automatici.

L’Industrial IoT in Italia

Come emerge dal sondaggio condotto dall’Osservatorio, il 94% delle grandi aziende conosce le soluzioni IoT per l’industria 4.0, e il 68% ha avviato almeno un progetto, mentre fra le Pmi solo il 41% ne ha sentito parlare, e appena il 29% ha attivato iniziative. Tuttavia, nel 2020 il gap è diminuito del 5% in termini di conoscenza e del 6% per quanto riguarda la presenza di progetti. Le applicazioni più diffuse sono legate alla gestione della fabbrica (Smart Factory, 66% dei casi), soprattutto per il controllo in tempo reale della produzione e dei consumi energetici, poi quelle di supporto alla logistica (Smart Logistics, 27%), guidate dalla tracciabilità dei beni in magazzino o lungo la filiera, e lo Smart Lifecycle (7%), con progetti per migliorare lo sviluppo di nuovi modelli e l’aggiornamento dei prodotti.

Dad, migliora per 2 studenti su 3. Ma restano alcune criticità

La Dad è ormai la compagna ufficiale di tutte le classi di studenti, di ogni ordine e grado: dai piccolissimi delle elementari fino ai ragazzi del liceo, tutti hanno dovuto ricorrere alla didattica a distanza. E, a oltre un anno di distanza dal suo avvento. è tempo di bilanci. Cosa ne pensano i giovani, le loro famiglie, gli insegnanti? A tracciare il bilancio di tanti mesi di Dad è Skuola.net, che evidenzia come molti aspetti siano migliorati e come altre criticità non siano state ancora debellate. “Ad alcuni miglioramenti fanno da contraltare limiti ancora evidenti, dalla bulimia digitale (2 studenti su 3 passano connessi per motivi didattici un tempo che va dalle 6 alle 10 ore) alla carenza di infrastrutture all’altezza della situazione, fino alla solitudine degli alunni fragili” riporta una nota del portale dedicato agli studenti. Il problema più sentito e più manifestato è proprio alla base, ed è la questione connessione. “Appena uno studente su due, oggi, ha un collegamento veloce e senza limiti di traffico, il 29% deve fare i conti con una connessione instabile, il 15% con dati limitati, 1 su 10 con ostacoli su tutti i fronti” precisa il rapporto.

Netto miglioramento, gli studenti la promuovono

Nonostante le difficoltà strutturali, le cose vanno molto meglio rispetto al debutto della Dad. In particolare, sono molto più oliate le procedure sotto il profilo organizzativo. Scuole, famiglie e personale sono decisamente più preparati, un risultato riconosciuto da 2 studenti su 3. Sono gli stessi ragazzi – 5mila alunni di scuole secondarie – interpellati dal portale Skuola.net a riconoscere i passi in avanti compiuti dagli istituti: “il 26% dice che in dodici mesi le cose sono nettamente migliorate, un altro 39% che almeno qualche passo in avanti è stato fatto. Alla fine solo per 1 su 3 la situazione è rimasta sostanzialmente invariata”.

C’è chi resta indietro

Tuttavia i problemi più gravi emersi fin dall’inizio dell’epidemia continuano a persistere. Come spiega la nota di Skuola.net, “circa 1 studente su 10 è tagliato fuori dalla scuola proprio per colpa della Dad: sono quelli che, ad oggi, ancora non hanno un Pc o un tablet personale con cui seguire le lezioni; i più fortunati devono dividerselo con gli altri componenti della famiglia. Ma pure nell’altro 90% dei casi, pur essendoci dispositivi per tutti, il rischio di restare indietro è in agguato”. Insomma, per “colpa” della mancanza di dispositivi e di collegamenti Internet adeguati, la metà degli studenti rischia di perdere prezioso terreno.  

Con la pandemia i millennials chiedono un prestito per ottenere più liquidità

Per quale motivo i millennials chiedono un prestito? E come è cambiato il loro rapporto con il mondo del credito al consumo nell’anno della pandemia? Al tempo del coronavirus i millennials fanno richiesta di un prestito personale soprattutto per ottenere liquidità. Non solo sono aumentati gli importi richiesti, ma anche il peso percentuale delle richieste provenienti da questo tipo di utenti. Secondo i dati di Facile.it e Prestiti.it nel 2020 più di una domanda di prestito personale su 3 è stata infatti presentata da un richiedente con età compresa tra i 25 e i 40 anni (38,1%). Un valore in aumento del 5% rispetto al 2019.

Nel 2020 l’importo medio richiesto è il 7% in più rispetto al 2019

Facile.it e Prestiti.it hanno analizzato un campione di oltre 500 mila domande di prestito personale presentate da richiedenti nati tra il 1981 e il 1996, e hanno scoperto che nel 2020 l’importo medio richiesto dai millennials è stato pari a 10.907 euro, ovvero il 7% in più rispetto al 2019. E se la pandemia ha fatto aumentare in percentuale le richieste di prestiti personali presentate dai millennials, quali sono le ragioni per cui sono ricorsi a una società di credito al consumo? Analizzando le domande per le quali è stata dichiarata la finalità emerge che la prima ragione per cui la Generazione Y ha chiesto un prestito nel 2020 è stata l’ottenimento di liquidità (22,5%), seguita dall’acquisto di auto usate (21,5%) e dalla ristrutturazione della casa (16,9%).

Crolla la richiesta per formazione, viaggi e matrimoni

L’effetto della pandemia si fa però sentire in modo specifico analizzando alcune tipologie di prestito personale tipiche di questa fascia di richiedenti, come formazione, matrimoni, viaggi e vacanze, che a causa dell’emergenza sanitaria e dei lockdown sono letteralmente crollate. Il peso percentuale dei prestiti richiesti per la formazione, ad esempio, è diminuito del 16%, quello per i matrimoni del 39%, e quello per viaggi e vacanze addirittura del 51%.

Un rapporto più maturo con il ricorso al credito

“È evidente come la pandemia abbia ridefinito le priorità della Generazione Y anche dal punto di vista dell’accesso al credito – spiega Giovanni Scarascia Mugnozza, responsabile prestiti di Facile.it -. Questa particolare fascia anagrafica, però, ha dimostrato di avere un rapporto più maturo con il ricorso al credito, che in un momento di grave incertezza economica e lavorativa come quella attuale, ha rappresentato per loro in un certo senso un’ancora di salvezza”.

I COMPLEMENTI D’ARREDO CHE NON POSSONO MANCARE IN CASA

Tutti noi abbiamo il piacere di arricchire e definire casa con soluzioni decorative che siano carine e originali. Questi sono quasi sempre pezzi piccoli o secondari, ma che portano familiarità e colore in ogni ambiente del nostro appartamento.

Tra l’altro gli accessori decorativi consentono effettivamente di cambiare l’aspetto degli interni di casa con un investimento anche relativamente piccolo, che rende questo tipo di personalizzazione alla portata di tutti. Ecco allora  alcune idee di complementi d’arredo che non possono mancare nella tua casa!

Tappeti e cuscini

Sicuramente arricchire casa con dei bei tappeti può essere una buona idea per apportare il tuo tocco di personalizzazione in più. Tappeti e cuscini infatti, giocano un ruolo di rilievo nel decorare e arricchire ogni stanza, in quanto sono in grado di fornire colore e comfort al resto dell’arredamento circostante. Se scelti adeguatamente, questi elementi sono in grado di rendere ogni stanza del tuo appartamento più calda e confortevole.

Copridivani

Il copridivano è un altro interessante accessorio in grado di aumentare il livello di colore e calore in casa. Un buon copridivano, ne esistono di ogni colore e texture, può anche consentirti di stare più al caldo quando fuori fa freddo. Inoltre essi forniscono all’intera stanza il colore necessario che tu avrai deciso di conferirle, considerando che puoi cercare di abbinarlo a quello di quadri e altri suppellettili presenti.

Vasi

 I vasi rappresentano un altro elemento chiaramente in grado di fornire del valore aggiunto ad ogni ambiente. Essi svolgono principalmente un ruolo che è duplice, in quanto da un lato aiutano a sorreggere piante e fiori, ma d’altra parte consentono di aggiungere all’ambiente un tocco in più di consistenza ed eleganza.

Sculture luminose

Le sculture luminose, oltre a rappresentare una manifestazione culturale e artigianale del laboratorio che le realizza, offrono un contributo molto valido ad ogni ambiente di casa. Chiaramente è bene scegliere con attenzione la zona di casa in cui esporle così che queste sculture possano “dialogare” perfettamente con gli altri arredi che si trovano nelle vicinanze, e soprattutto offrire una buona illuminazione.

Sfruttare i complementi qui citati ti consentirà di aggiungere agli ambienti in cui vivi quel tocco in più di personalizzazione e calore che stavi cercando, riuscendo a mostrare a tutti la tua cura per i dettagli e la ricerca delle soluzioni più congeniali.

Digitale e sostenibilità, la ricetta delle aziende per superare la crisi

Come superare la crisi economica conseguente alla pandemia? Secondo uno studio di Accenture, dal titolo The European Double Up: A twin strategy that will strengthen competitiveness, presentato nella cornice di Davos 2021, le aziende europee che accelerano sulla transizione digitale e sostenibile saranno le prime a superare la crisi causata dal Covid.

Allo stesso tempo, però, “le aziende prevedono di impiegare mediamente 18 mesi prima di ritornare ai livelli di redditività pre-pandemia”, riporta lo studio. Secondo i dati, infatti, il 49% delle aziende del Vecchio Continente registra ricavi e profitti in calo negli ultimi 12 mesi e non prevede miglioramenti nel prossimo anno, mentre, il 19% segna ottimi risultati finanziari ma prevede una crescita negativa in termini di ricavi e profitti. Ci sono poi i cosiddetti “leader di domani” (32%), che prevedono di realizzare un incremento dei profitti nei prossimi 12 mesi.

Investire nell’AI e nel cloud

“Le aziende pioniere nell’adozione del digitale e nell’implementazione di azioni di sostenibilità – spiega il report – hanno probabilità 2,5 volte maggiori rispetto alle altre di recuperare più rapidamente e uscire rafforzate da questa crisi”. A investire sia nella trasformazione digitale sia nella sostenibilità è il 45% delle aziende intervistate. In particolare, il 40% punta su ingenti investimenti nell’AI, il 37% nel cloud e il 31% sta riorientando i propri investimenti su modelli di business orientati alla sostenibilità, riferisce Ansa.

Italia e Spagna le più pessimiste

Lo studio rileva anche che il 45% delle aziende europee prevede di realizzare i propri obiettivi di crescita per il 2021. Le aziende del Regno Unito, Francia e Germania sono tra le più ottimiste, mentre le aziende italiane e spagnole sono le più pessimiste, con rispettivamente il 34% e il 31% di previsione di realizzare i propri obiettivi di crescita per il 2021.
“Anche le aziende che riconoscono le opportunità che derivano dall’accelerare la propria transizione al digitale e alla sostenibilità incontrano degli ostacoli nei diversi stadi del percorso verso la twin transformation – commenta Fabio Benasso, presidente e AD Accenture Italia -. Fra le maggiori sfide, troviamo sicuramente la definizione di un modello di business efficace per realizzare prodotti sostenibili, la liberazione di risorse e la capacità di passare rapidamente da progetti pilota a iniziative su grande scala che coinvolgono l’intera società”.

Unire le risorse per trasformare le applicazioni tecnologiche in pratiche sostenibili

Lo studio illustra anche gli step che un’azienda deve compiere per superare questi ostacoli e portare a termine la twin transformation. Innanzitutto è necessario favorire modelli di business ecosistemici, orientati alla sostenibilità e abilitati dalla tecnologia, ma è importante anche unire le risorse per trasformare le applicazioni tecnologiche in pratiche sostenibili. È poi essenziale guidare, abilitare e coltivare il talento. I leader della twin transformation si assumono la responsabilità di garantire il continuo livello di occupazione delle proprie risorse, impegnandosi nella riqualificazione e nell’aggiornamento continuo delle competenze, riporta CorCom.