Per 7 consumatori italiani su 10 le decisioni delle aziende del settore Personal Care hanno un impatto importante sulla vita (73,7%). A livello globale, la quota sale al 74,9%.
Le aree su cui le aspettative sono più alte, ma insoddisfatte, sono maggiore impegno nel fare la cosa giusta e offrire prodotti e servizi a maggior valore, che includono certificazioni di qualità, tracciamento della filiera e trasparenza della produzione, oltre a prendersi cura dei clienti.
Il settore Personal Care suscita quindi un alto livello di interesse e coinvolgimento personale tra la popolazione, anche italiana. Emerge dalla ricerca Post-Invasion 2024/2025, realizzata da Omnicom PR Group.
I fattori più importanti riguardano il modo di agire delle aziende
“Il Settore Personal Care gioca un ruolo sempre più centrale nella vita delle persone. Nel corso degli ultimi anni – commenta Daniela Spiezio, Vice President e Lead della Industry –. Dalla nostra ricerca Post-Invasion, emerge chiaramente che per i consumatori i fattori più rilevanti sono tre e riguardano tutti il modo di agire di un brand/azienda su specifiche tematiche: la cura per le persone, siano dipendenti o clienti, l’attenzione per l’ambiente insieme alla condivisione di purpose, valori e impegno per il futuro. Un ruolo importante lo gioca anche il modo attraverso il quale le aziende comunicano il loro impegno, che deve essere guidato da strategie dedicate e da obiettivi chiari”.
I dati emersi evidenziano soddisfazione, ma è importante che i comportamenti delle aziende siano sempre concreti, trasparenti e autentici.
I consumatori esperti esigono più informazioni
Rispetto alla popolazione generale i consumatori esperti ricercano spesso maggiori informazioni: l’80% dichiara infatti di informarsi su un’azienda prima di sceglierla. C’è quindi più chiarezza e una maggiore volontà a condividere la propria opinione su prodotti e servizi (66%).
La consapevolezza che ne deriva permette di dimostrare un’aumentata soddisfazione verso l’impegno dei brand nel loro agire e prendendosi cura dei dipendenti.
Pari riconoscimento viene anche dato al modo in cui le aziende comunicano, alla qualità dei contenuti che utilizzano per veicolare il loro purpose (che non deve essere solo business oriented), la cui importanza per le preferenze e le scelte d’acquisto è molto elevata.
Sensibili ai temi ESG
“Un punto in comune tra i tra i due campioni intervistati è proprio l’aspettativa verso le aziende di questo settore di apportare un profondo miglioramento nell’impatto sull’ambiente – aggiunge Spiezio –: un approccio ‘natural’ e ‘green’ è un requisito considerato inevitabile e necessario, non più solo tra i desiderata”.
Questo aspetto si manifesta attraverso la sensibilità dimostrata verso le tematiche ESG secondo gli standard ESRS, con percentuali che superano il 65% in nove dei dieci standard presi in esame. In particolare, i tre standard maggiormente rilevanti sono lotta all’inquinamento (72,3%), cambiamenti climatici (70,4%) e rispetto di consumatori e clienti (68,8%).