Festival musicali e concerti generano fino a 42 tonnellate di CO₂ a spettatore

È quanto emerge dallo scenario delineato da ClimateSeed basato su fonti italiane e internazionali: un singolo concerto può generare fino a 42 tonnellate di CO₂, pari a circa 12,8 kg, per partecipante.

Nonostante si evidenzino segnali positivi da parte del comparto legato agli eventi musicali, che si sta riorganizzando per abbattere le proprie emissioni di CO₂, il percorso verso festival e concerti musicali “puliti” è ancora lungo. Concerti e festival musicali sono tra i momenti più attesi dell’estate. Ma dietro l’intrattenimento si nasconde un impatto ambientale rilevante, e spesso sottovalutato.

La necessità di ricorrere a soluzioni più green

Materiali di scena, strutture, ristorazione e alloggi sono solo alcuni degli elementi più inquinanti di festival e concerti. Tuttavia, è il trasporto la componente dominante delle emissioni totali, soprattutto per quanto riguarda i trasporti degli spettatori e delle attrezzature.
Anche luci, suono, schermi e climatizzatori possono impattare molto su un singolo evento. Particolarmente inquinanti sono poi le emissioni date dai pernottamenti del pubblico in hotel o campeggi, soprattutto se si tratta di eventi multi-giornalieri.

Un festival medio di 3 giorni emette infatti 500 tonnellate di CO₂, pari a 5 kg per persona al giorno. Guardando invece a un solo concerto, l’emissione di 42 tonnellate di CO₂ (circa 12,8 kg per partecipante) in termini energetici si tratta di circa 86.202 kWh totali, ovvero 26 kWh per spettatore.

Le azioni per ridurre l’impatto ambientale

Negli ultimi anni, diversi organizzatori del settore musicale hanno iniziato ad affrontare in modo più consapevole la questione ambientale, intraprendendo delle azioni per la riduzione della carbon footprint.

Secondo AGF – A Greener Future, infatti, è cresciuto il numero di eventi che monitorano le proprie emissioni e adottano soluzioni a basso impatto, come il trasporto locale e l’utilizzo di energia rinnovabile. Nel panorama internazionale, un esempio virtuoso di attenzione all’impatto ambientale dei concerti è rappresentato dal recente tour mondiale dei Coldplay, ‘Music of the Spheres’, le cui emissioni sono state misurate e certificate dal MIT. Anche altri artisti, come Massive Attack, Radiohead e Billie Eilish, hanno iniziato a dare maggiore rilevanza alla sostenibilità, monitorando le emissioni generate dai propri spettacoli.

Come rendere sostenibile l’intrattenimento?

La riduzione dell’impatto ambientale parte dalla sua misurazione, in particolare, attraverso piattaforme apposite, come quella promossa da ClimateSeed.
È importante poi incentivare al più possibile l’uso di mezzi sostenibili, come navette e car sharing, e supportare le filiere locali per quanto riguarda cibo, bevande e forniture.
Non solo, l’ottimizzazione dei consumi, la raccolta differenziata, l’uso di stoviglie riutilizzabili e l’utilizzo di energia rinnovabile possono fare la differenza.

Per le emissioni residue, invece, è essenziale implementare progetti di compensazione certificati, capaci di generare anche impatti sociali positivi, e coinvolgere attivamente il pubblico in azioni di sensibilizzazione e responsabilità ambientale.