Come cambia il comparto Fashion & Beauty, tra shopping digitale e voglia di sostenibilità

La moda e la bellezza non sono mai state così vicine al pubblico. Oggi in Italia più di 33 milioni di persone acquistano prodotti Fashion & Beauty, e la maggior parte lo fa combinando acquisti in rete e in negozio.

L’omnicanalità è ormai la normalità: sette consumatori su dieci passano con naturalezza dal carrello online alla boutique sotto casa. Una fetta più contenuta  – circa il 20% – sceglie solo l’e-commerce, mentre un 10% rimane legato esclusivamente allo store fisico.
Il negozio tradizionale, però, non perde appeal: diventa un punto di riferimento per provare, vivere un’esperienza e costruire un legame con il brand.

Un viaggio tra click e vetrine

Il percorso d’acquisto inizia quasi sempre online. Nove clienti su dieci entrano in contatto con un marchio attraverso il web, tra social, siti ufficiali e vetrine digitali. Prima di comprare, un italiano consulta in media quasi sei canali diversi. ù

Poi arriva il momento della prova in negozio, che resta il luogo ideale per ricevere consigli e confrontarsi con il prodotto reale.

Diversi profili di consumatori 

Dallo studio presentato da Netcomm emergono tre identikit di consumatori: gli Abitudinari (39,2%), fedeli alle proprie routine d’acquisto; i Convenience Seeker (25%), che mettono il prezzo al centro delle loro scelte; e i Digital Power Buyers (13%), giovani, spesso uomini e molto tecnologici, che utilizzano strumenti come l’intelligenza artificiale per personalizzare l’esperienza.

Prezzo, affidabilità del marchio e comfort sono i criteri più rilevanti nei processi di acquisto. Per quanto concerne l’online, piacciono praticità e varietà di scelta.

Il peso della sostenibilità

La sostenibilità è ormai un tema fondamentale in ogni decisione. Anche per questo il mercato del second-hand cresce a ritmi tre volte superiori alla moda tradizionale, soprattutto negli Stati Uniti, e conquista in particolare la Gen Z. In Italia, invece, si tenere a preferire ancora il nuovo, ma l’usato è sempre più popolare per acquistare accessori e capi particolari.

Sul fronte opposto, il fast fashion vince facile grazie ai prezzi bassi e all’enorme offerta, ma non mancano critiche: la moda, infatti, è responsabile del 10% delle emissioni globali di CO₂. Le nuove regole europee puntano a far cambiare rotta al comparto, introducendo obblighi di progettazione sostenibile e sistemi di tracciabilità digitale.

Innovazione tecnologica e social media

L’intelligenza artificiale non è più un’idea futuristica: quasi il 17% degli acquirenti italiani la utilizza già per confrontare prezzi o ricevere suggerimenti. Crescono anche le applicazioni di realtà aumentata e virtuale per provare capi e accessori da remoto.

Infine, i social sono ormai la vera passerella globale. TikTok e Instagram guidano le scelte di stile, con i creator più autentici che superano le celebrity in termini di fiducia e capacità di influenzare gli acquisti.