Le aziende italiane non vogliono restare indietro in materia di sicurezza informatica. E a sentire i numeri diffusi da Kaspersky, l’intelligenza artificiale è diventata la carta su cui puntano praticamente tutte.
Lo studio internazionale realizzato dal gruppo per capire come le imprese gestiscono i propri Security Operation Center (Soc) – le centrali operative che sorvegliano reti e sistemi – racconta una cosa chiara: l’interesse non è più teorico, è una decisione già presa.
Tutti vogliono l’IA, almeno… a parole
Secondo l’indagine, il 100% delle aziende italiane coinvolte ha intenzione di integrare l’intelligenza artificiale nelle attività di sicurezza. Più della metà pensa di farlo a breve, mentre oltre un terzo è già pronto al passo definitivo.
Il motivo è semplice: le imprese vedono in questi strumenti la possibilità di individuare minacce informatiche più in fretta, analizzare incidenti con maggiore precisione e alleggerire il lavoro umano nelle operazioni più ripetitive.
Cosa si aspettano davvero i responsabili sicurezza
Quando si entra nei dettagli, emerge che quasi un’azienda su due punta sull’IA per analizzare grandi quantità di dati e scoprire anomalie sospette prima che diventino problemi seri. Subito dopo viene l’automazione delle risposte agli attacchi, cioè la capacità di reagire in automatico a un incidente senza perdere minuti preziosi.
Non è difficile capirne il fascino: meno falsi allarmi, meno attività manuali e più tempo per concentrarsi sulle minacce reali.
Dove iniziano le difficoltà
Fin qui sembra tutto lineare, ma la realtà è meno semplice. Molte aziende raccontano che integrare davvero l’intelligenza artificiale nei SOC è più complicato di quanto sembri nei piani strategici. Il primo ostacolo è la qualità dei dati necessari ad addestrare i sistemi: senza informazioni affidabili, anche l’algoritmo migliore rischia di sbagliare. Poi c’è la carenza di specialisti, un problema segnalato da diverse imprese, e naturalmente i costi, che non sono trascurabili.
A questo si aggiunge un paradosso: le stesse tecnologie intelligenti possono aprire nuove vulnerabilità se non vengono gestite con attenzione.
Strumenti sempre più evoluti
Come spiega Anton Ivanov, molte organizzazioni sono convinte del valore dell’IA, ma trasformare i progetti pilota in soluzioni operative è la vera sfida, soprattutto perché trovare professionisti esperti sia di sicurezza sia di intelligenza artificiale non è affatto facile.
È anche per questo che le aziende del settore stanno inserendo funzioni intelligenti direttamente nei loro prodotti, così da offrire strumenti pronti e più semplici da usare.