Blockchain e web3: 298 progetti nel mondo nel 2024, +3,5%

Le startup che sviluppano prodotti o servizi basati nativamente sulla tecnologia blockchain nel 2024 hanno costruito infrastrutture di base sperimentando nuovi modelli di business e interazione con gli utenti.
Da parte loro, le aziende hanno sviluppato nuovi progetti, con 298 nuovi casi (+3,5% rispetto al 2023), che portano a 1576 quelli complessivamente censiti dal 2016 a oggi.

Di contro, calano del 43% le sperimentazioni a favore dei progetti operativi.
Un andamento che indica una chiara maturazione, ma anche un rallentamento nell’avvio di nuovi progetti innovativi. Il 2024 potrebbe apparire un anno di stasi per la blockchain e il web3, ma sotto la calma apparente si registra un’attività frenetica. 
Sono alcuni risultati dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano.

Aumentano i progetti business, stabile l’Internet of Value 

Una crescita generale si riscontra anche tra le iniziative delle grandi imprese internazionali della lista Fortune Global 500, dove il numero di aziende attive è passato da 153 nel 2023 (31%) a 204 (41%) nel 2024.
Aumentano, in particolare, i progetti Blockchain for business (+43%), la maggioranza del totale, con 149 nuovi casi tra soluzioni di token e smart contract per ottimizzare i processi aziendali.

Stabili i nuovi progetti Internet of Value (criptovalute, stablecoin e Central Bank Digital Currency): nel 2024 si contano 88 casi, il 28% del totale.
Leggermente in calo i progetti di Decentralized web, in cui la Blockchain serve a sviluppare servizi vicini al paradigma del Web3 (61 nuovi casi, 21%).

In Italia mercato a 40 milioni di euro

In Italia, il 2024 del Blockchain & Web3 vede una sostanziale stabilità, con un mercato pari a 40 milioni di euro (+5% ).
Il 49% degli investimenti riguarda il settore finanziario e assicurativo, che si conferma predominante, mentre aumenta la rilevanza della PA al 22%. Si registra poi un interesse per real estate (9%), logistica (4%), automotive (4%) e un drastico calo per l’agrifood (2% vs 10% 2023).

Nonostante il forte fermento degli ultimi anni, il nostro Paese rischia di rimanere indietro rispetto a molti altri Paesi europei. Le aziende investono poco in queste tecnologie e le startup italiane tendono a preferire contesti più favorevoli per l’avvio.

Circa 13 milioni di italiani investono in criptovalute

Da una ricerca svolta in collaborazione con BVA Doxa emerge che nel 2024 circa 2,7 milioni di italiani (7% utenti internet tra 18-75 anni) possiedono crypto-asset, in calo rispetto ai 3,6 milioni del 2023 (-11%).
La grande maggioranza (85%) possiede meno di 5.000 euro di controvalore e il 57% meno di 1.000 euro. Inoltre, per il 65% i crypto-asset rappresentano al massimo il 10% del proprio portafoglio, mentre solo il 15% segnala un’allocazione superiore del 30%.

Anche l’interesse a futuri acquisti è diminuito (dal 20% al 17), mentre chi ha posseduto criptovalute in passato sale dal 10% all’11%. Nonostante la flessione, il fenomeno rimane significativo, Circa 13 milioni di italiani possiedono, hanno posseduto o vorrebbero possedere, questi strumenti.